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Rimini, cibo scaduto nella casa di riposo, Nas sequestrano 500 kg di carne. Sospeso laboratorio gastronomico

Controlli a tappeto dei Nas in tutta la Regione in vista del periodo pasquale. 862 le ispezioni effettuate dai militari nell’ambito di una operazione portata avanti di concerto con il Ministero della Salute. e alcuni degli episodi più gravi accertati dai Carabinieri riguardano il territorio provinciale di Rimini. In particolare, in una casa di riposo di Rimini sono stati sequestrati oltre 500 kg di carne scaduta. In provincia, i militari hanno invece imposto la sospensione delle attività di un laboratorio di macelleria e gastronomia del valore di 250.000 euro per carenze igienico sanitarie. Il laboratorio, si è scoperto, non aveva le autorizzazioni necessarie a svolgere le attività contestate. 

Le ispezioni dei Carabinieri si sono concentrate su diversi settori di interesse: prodotti dolciari, uova di cioccolato, colombe. I Nas hanno provveduto a verificare la correttezza commerciale igienica – come accaduto a Rimini – anche dei prodotti ittici e della carne ovina al netto dell’incremento dei consumi che come da tradizione viene riscontrato nel periodo pasquale. I controlli, inoltre hanno interessato sia la fornitura al dettaglio che la gestione dei prodotti finiti con attività di monitoraggio eseguite sia in fase di produzione che di distribuzione. E’ proprio nell’ambito di questi controlli che è stata imposto l’ordine di sospensione ai danni del laboratorio situato nella Provincia di Rimini. 

In Regione sono state accertate violazioni ed irregolarità in 337 strutture, pari al 39% del totale di quelle soggette ai controlli che hanno portato al sequestro di 273 tonnellate di elementi sequestrati per un valore di 2 milioni di euro. A 431.000 euro ammontano le sanzioni pecuniarie elevate dai Nas di Bologna.  Le violazioni più rilevanti? Frode al commercio, con numerosi prodotti come colombe e uova dichiarati di artigianali ma realizzati tramite processi industriali, detenzione di alimenti in cattivo stato di conservazione e persistenza di precarie condizioni igienico sanitarie. Il grosso, tuttavia, riguarda la mancata applicazione delle procedute  preventive di sicurezza alimentare, l’omessa tracciabilità dei prodotti e carenze in materia di etichettatura, per un totale del 70 % delle irregolarità.

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