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Rimini, cinema Tiberio: mercoledì appuntamento con il primo disco femminista italiano

Acli arte e spettacolo di Rimini e Coordinamento Donne Acli Rimini presentano UNA SERATA PER DONNACIRCO, mercoledì 24 aprile, ore 21, cinema Tiberio.

Una serata di dialogo e racconto, in cui alcune artiste presenteranno DONNACIRCO, il progetto di reinterpretazione di un disco mai distribuito, creato nel 1974 da Gianfranca Montedoro con i testi di Paola Pallottino (autrice, tra gli altri, di “4 marzo 1943”, “Il gigante e la bambina” e “Anna Bellanna”, canzoni portate al successo da Lucio Dalla). 

“Donna Circo” è considerato il primo disco femminista italiano.

 

A quarantacinque anni di distanza, un gruppo di artiste, stregate dalla forza e dalla straordinaria attualità di questo lavoro, ha deciso di far rivivere ”Donna Circo”, reincidendo e reinterpretando con il proprio stile e la propria sensibilità le dodici canzoni scritte da Paola Pallottino e Gianfranca Montedoro nell’ormai lontano 1974. Le artiste che partecipano al progetto sono Alice Albertazzi (Alice Tambourine Lover), Enza Amato (The Radiant), Angela Baraldi, Francesca Bono (Ofeliadorme), Eva Geatti (Cosmesi), Susanna La Polla De Giovanni (Suz), Nicoletta Magalotti (NicoNote, Violet Eves), Marianna Pellino (Sofaqueen), Francesca Pizzo (Melampus, Cristallo), Marcella Riccardi (BeMyDelay), Marzia Stano (Una), Valeria Sturba (OoopopoiooO, Vale and the Varlet). 

Si tratta di dodici voci del territorio emiliano-romagnolo che saranno affiancate da una band composta da Francesca Pizzo al basso, Valeria Sturba al violino, theremin e synth, Sara Ardizzoni (Dagger Moth) alla chitarra e Vittoria Burattini (Massimo Volume) alla batteria, il tutto sotto la produzione di Ezra Capogna (Casino Royale, Dub Pigeons, Phoet) del No.Mad Studio di Torino, che si occuperà di confezionare tutti i nuovi brani rivisitandoli in una chiave più attuale.

Al progetto è legato anche un crowdfunding:

https://www.produzionidalbasso.com/project/una-squadra-di-artiste-per-riscoprire-donna-circo-basf-1974-il-primo-disco-femminista-italiano/

 

Il programma della serata del 24 aprile al cinema Tiberio prevede alle 21 la presentazione del progetto “Una squadra di artiste per riscoprire “Donna Circo” (BASF, 1974), il primo disco femminista italiano”. I

ntervengono: 

Susanna La Polla De Giovanni (Suz), Nicoletta Magalotti (NicoNote), Francesca Pizzo (Cristallo), Valeria Sturba (Ooopopoio) insieme a Paola Pallottino autrice dei testi di “Donna Circo”.

Alle 22.15 presentazione del biopic “La passione di Paola”, regia di Elisa Satta e Michele Pompei. In sala saranno presenti gli autori.

Ingresso libero.

“Donna Circo” è un concept album che attraverso la metafora del circo si fa portatore di un messaggio di autoaffermazione femminile ancor oggi estremamente necessario e urgente, toccando inoltre i temi della violenza contro le donne, dei diritti sessuali e riproduttivi e dell’equità nelle relazioni di genere.

Obiettivo del progetto di reinterpretazione del disco è rendere le dodici canzoni accessibili a un nuovo pubblico e in particolare alle nuove generazioni di donne che spesso hanno avuto poche opportunità di contatto e dialogo con i contenuti, le modalità e le sfide aperte lanciate dai movimenti femministi in Italia, riportandole a un presente nel quale anche i diritti acquisiti sono sempre più fragili e sotto attacco. La scelta di questo progetto, ideato e realizzato quasi esclusivamente da musiciste donne, nasce da una spinta sia artistica sia storica sia politica legata all’insofferenza per il permanere di forti disuguaglianze di genere, riscontrate tra l’altro anche nel mondo musicale, e si propone inoltre di contribuire a diffondere modelli di autorevolezza artistica femminili tra le donne e le adolescenti.

 

Per realizzare questo importante progetto di studio (un vero e proprio disco e non una collezione di cover), il cui artwork sarà curato dalla fumettista e illustratrice Francesca Ghermandi (Il Manifesto, Internazionale, Linus, Frigidaire…) è stato attivato un crowdfunding attraverso il quale le organizzatrici si augurano di riuscire a raccogliere i fondi necessari ad affittare uno studio dove produrre, incidere, mixare e masterizzare il disco, retribuendo con un gettone di presenza tutti coloro che sono coinvolti nel progetto, realizzarne l’artwork, stamparlo in 1000 copie fra formato cd e vinile e infine promuoverlo e diffonderlo in giro per l’Italia con concerti e incontri in luoghi che si occupano di tutelare le donne ed i loro diritti. 

A conclusione della produzione del disco infatti, parallelamente all’organizzazione di eventi musicali (fra questi la data zero di presentazione dell’album al TPO di Bologna, cui seguiranno altri eventi a Roma, Torino e Milano), sono previste sul territorio nazionale attività di sensibilizzazione sui temi del femminicidio e dei diritti sessuali e riproduttivi delle donne in sinergia con organizzazioni coinvolte nella realizzazione della campagna dei “Sedici giorni di attivismo contro la violenza basata sul genere” (25 Novembre – 10 Dicembre 2019) e altre realtà attive nella sfera delle pari opportunità in ambito educativo, culturale e sociale.

DONNA CIRCO (note al disco originale, di Paola Pallottino)

“Donna Circo” è il primo disco femminista mai pubblicato in Italia. È un disco negato in quanto, stampato dall’etichetta Red Stone per la BASF Italiana nel 1974, non venne mai distribuito e quindi mai venduto né tantomeno trasmesso. Concept album realizzato da due donne: l’autrice Paola Pallottino e la musicista-cantante Gianfranca Montedoro, nacque dall’urgenza di analizzare e raccontare problemi e contraddizioni del comune vissuto quotidiano, utilizzando la metafora dei numeri del circo attraverso 12 canzoni. Scritte di getto, la loro valenza politica è metaforizzata dai singoli contenuti destinati a evidenziare una serie di aspetti della vita delle donne negli anni Settanta. 

La prima canzone, “Donna Circo”, riassume in forma poeticamente iperbolica l’esperienza della condizione femminile, la seconda “A cuore aperto” allude alla fatale pratica dell’aborto praticato da “mammane” e “cucchiai d’oro” prima della legge del 1978 mentre la canzone “A dodici metri” simboleggia l’alterno contrasto e la precarietà del rapporto di coppia. “E se La banda” scioglie la tensione con l’umoristica presa d’atto dell’eterno stereotipo della condizione femminile, “Gli elefanti” rappresenta una sorta di “avanti popolo!” che, nel fare riferimento a l’unione che fa la forza, minaccia quella possibile ribellione alla quale allude il vano tentativo di rivolta femminile ne “La tigre del Bengala”, con la conseguente repressione che la mano maschile tradurrà nel feroce e ormai rituale femminicidio. “Che pazzi i pagliacci” sottolinea lo sguardo beffardo e impietoso che le donne rivolgono a una società irrimediabilmente fallocratica. “I due giocolieri” riprende il tema della logorante fatica dell’equilibrio quotidiano mentre “Trenta coltelli” allude al pericolo della convivenza in mancanza d’amore, così come “La cavallerizza” rappresenta una riflessione sulla solitudine e sulla trappola della fissazione amorosa. “Lo scontorsionista” è un chiaroveggente pamphlet che anticipa la figura del socialista così come si sarebbe sviluppata in era craxiana. Infine, “La grande parata”, che Gianfranca Montedoro interpreterà con la struggente invenzione dei successivi strumenti musicali a levare, rappresenta la grande giostra della vita che intreccia inganni, debolezze e menzogne… (Paola Pallottino)

 

Info: Link CrowdFunding: 

https://www.produzionidalbasso.com/project/una-squadra-di-artiste-per-riscoprire-donna-circo-basf-1974-il-primo-disco-femminista-italiano/

 

La Pagina Facebook del Progetto Donnacirco

https://www.facebook.com/donnacirco1974/

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