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Rimini, concessioni: ieri audizione al Senato di CNA Balneari

Nel pomeriggio di ieri, 8 marzo, CNA Balneari ha illustrato alla Commissione Industria del Senato nell’ambito dell’esame della Legge annuale per la concorrenza (AS 2469) le proprie proposte emendative all’emendamento del Governo relativo a disposizioni sull’efficacia delle concessioni demaniali e dei rapporti di gestione per finalità turistico-ricreative.

Premessa agli articoli 2-bis e 2-ter è lo svolgimento di una mappatura puntuale che indaghi in particolar modo la disponibilità delle aree demaniali che possono considerarsi libere, valutando quindi la possibilità di una continuità aziendale per gli attuali concessionari laddove il bene non risulti scarso.

Il confronto in Commissione Industria è stato un momento prezioso che ci ha consentito di ribadire le nostre istanze – afferma la Presidente CNA Balneari Emilia-Romagna, Natascia Casali –. Abbiamo lavorato sui criteri riguardanti le concessioni con lo scopo di tutelare gli imprenditori che ad oggi hanno investito garantendo occupazione, difesa della costa, sicurezza dei turisti nell’ambito di un modello di successo. Tenendo conto del legittimo affidamento abbiamo illustrato emendamenti – aggiunge Casali – che possano rappresentare adeguatamente il valore materiale e immateriale delle imprese ed in particolare il riconoscimento di quello aziendale, sottolineando anche il ruolo fondamentale che devono giocare la Regione e gli enti locali grazie alla conoscenza puntuale delle singole specificità territoriali”.

Conclude così la referente regionale CNA Balneari, Elisa Muratori: “È strategicamente molto importante per tutti i sistemi economici territoriali poter contare su una soluzione rapida ma che tuteli i diritti degli operatori, che consenta di dare certezze e prospettive alle imprese e, di conseguenza, un futuro all’economia turistica della regione. Non si può rischiare di compromettere ulteriormente un settore già fortemente segnato dall’emergenza sanitaria e che sta attendendo un rilancio. I timori di una possibile scadenza, non gestita, delle concessioni al 2023 non consentirebbero, per ovvie ragioni, nuovi investimenti, compromettendo quindi le buone prospettive che sarebbero potute derivare dal PNRR e dagli altri fondi turistici”.

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