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Rimini, Confcommercio: “Per i negozi è ogni giorno una lotteria. Servono regole chiare”

Gianni Indino, presidente Confcommercio della provincia di Rimini fa il punto della situazione per quello che riguarda i pubblici esercizi in questo momento di incertezza.

Di solito questo è tempo di Lotteria di Capodanno, ma quest’anno le lotterie sono diventate davvero troppe – commenta Indino – . È una autentica lotteria infatti quella a cui sono costretti a partecipare, loro malgrado, tutti i pubblici esercizi. Ancora non ci sono certezze. Si apre sabato? Domenica? Di giorno? Di sera? La vigilia di Natale sì, il giorno d Natale forse, a Santo Stefano no, Capodanno chissà! Ma come può pensare lo Stato che le aziende possano organizzare il lavoro, la spesa, l’assunzione di personale, con questo modo di imporre le regole? E’ possibile che il giovedì non si sappia se si può aprire nel fine settimana? Per aprire alle nostre aziende non basta meramente girare una chiave: serve programmazione, preparazione, organizzazione. Le notizie che circolano invece vanno in tutt’altra direzione e alimentano un’incertezza nociva per tutti. Intanto, sarebbe bene sapere se nei prossimi giorni si potrà tornare a pranzare al ristorante e a gustare caffè e brioche al bar per colazione, senza dimenticare quelli (e saranno molti) che rimarranno quasi certamente chiusi perché votati ad un lavoro serale, come pub e birrerie. Speriamo davvero che gli auspici del presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, di poter aprire i ristoranti a Natale e Capodanno possa trasformarsi in realtà. Chiudere i ristoranti a pranzo il giorno di Natale e di Santo Stefano costerà altri 7 miliardi di Euro al settore, che si aggiungono ai 27 miliardi già persi sui 95 di fatturato annuo. Inoltre, i ristori erogati sono purtroppo insufficienti a compensare danni così ingenti: è urgente che il governo rimetta mano al portafoglio e intervenga per rafforzarli e per metterli velocemente a disposizione per la categoria che è esanime.

“Nonostante tutte queste e le numerose altre difficoltà del periodo, il mio appello va alle aziende che hanno sempre organizzato le cene aziendali con collaboratori e dipendenti e che sono riuscite in qualche modo a fare quadrare i conti: anche se quest’anno non si potrà probabilmente andare a cena, non si dimentichi il momento degli auguri trasformando le cene in pranzi aziendali, sempre in massima sicurezza e seguendo i protocolli. Daranno linfa alla categoria dei ristoranti, al territorio e a tutta la filiera.

“Poi c’è l’altra lotteria, quella degli scontrini, a cui sono costretti a partecipare, loro malgrado, anche i commercianti – conclude Indino -. Già il 2 novembre scorso il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, con una lettera inviata al presidente del Consiglio Giuseppe Conte e al ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, aveva chiesto al governo una proroga all’avvio dell’iniziativa. In un momento di crisi come questo, gli esercenti hanno avuto ben altro a cui pensare che all’adeguamento o alla sostituzione dei registratori di cassa per la lotteria degli scontrini e chi non lo ha ancora fatto ora non trova tecnici per farlo in tempi rapidi e rischia di andare incontro a sanzioni. In una situazione difficile per le imprese del terziario arriva così un ulteriore peso burocratico e un altro aggravio di costi organizzativi. A parte le numerose riserve sullo strumento, riteniamo che non sia questo il momento opportuno per avviarla, ma anche che questa lotteria potrebbe portare distorsioni concorrenziali che inevitabilmente andrebbero a colpire gli operatori di minori dimensioni e più deboli. Per questo Confcommercio chiede almeno che sia concessa una ulteriore moratoria sull’applicazione delle sanzioni nei confronti di tutti quegli operatori economici che, a causa della grave crisi di liquidità in cui versano da molti mesi e dovuta all’emergenza sanitaria da Covid-19, non sono in grado di dotarsi, entro i termini di legge, di un nuovo registratore telematico. Inoltre, se non verranno azzerate o abbassate le commissioni bancarie sulle transazioni elettroniche, ai commercianti lieviteranno i costi, mentre a guadagnarci saranno solo le banche”.

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