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Rimini, Conflavoro: “Turismo, Aiuti ter non basta, le nostre richieste al prossimo Governo”

Corrado Della Vista, presidente di Conflavoro PMI Rimini e delegato nazionale dell’associazione per la Promozione e accoglienza del territorio commenta così il decreto Aiuti ter: “Semplicemente non è sufficiente per le necessità delle nostre imprese del turismo. Quello di cui abbiamo bisogno è un piano strutturale di protezione e sviluppo. Dopo il dramma anche economico del Covid, adesso purtroppo c’è una guerra indicata tra le cause dei numerosi costi fuori controllo che stanno coinvolgendo le PMI e le aziende turistiche”.

E continua: “Per una serie di rincari che coinvolgono energia e materie prime, cui si somma ovviamente il capitolo dell’inflazione, le nostre attività stanno perdendo quota rispetto ai Paesi nostri diretti competitor nell’offerta turistica. Paesi che hanno sì subito gli aumenti – evidenzia Della Vista – ma non al livello drammatico e insostenibile che stiamo vivendo in Italia. L’Italia vanta oltre 32 mila alberghi e 195 mila esercizi extra-alberghieri che offrono oltre 5 milioni di posti letto. Rappresentiamo storicamente il 13% del PIL e sull’inverno pendono sempre i grossi rischi dovuti ai rincari. Veniamo da una situazione a dir poco disastrosa, non possiamo permetterci un altro periodo simile e per questo chiediamo al nuovo Governo maggiore attenzione al settore”.

Le soluzioni proposte per il Turismo da Conflavoro PMI
Nel Decreto Aiuti gli interventi previsti restano insufficienti per venire incontro alle necessità aziendali di chi opera nel Turismo, che invece hanno bisogno di interventi forti e immediati per evitare un divario sempre maggiore nella concorrenza coi competitor internazionali dell’Italia.

“Le priorità? Di certo, un tetto al prezzo delle utenze, che ci potrà consentire di formulare listini stabili nel tempo riducendo le incertezze anche nella clientela. Poi – prosegue Della Vista – il blocco delle procedure di sospensione del servizio elettrico e del gas per gli insoluti relativi a questo periodo. Questo, comunque sia, da accompagnare al credito d’imposta al 100% del valore della bolletta per tutto il 2022, anche per andare velocemente incontro a chi invece è riuscito a pagare le bollette. Chiediamo inoltre maggiori e più accessibili contributi al Turismo per la riqualificazione e la transizione energetica attivando una vera e propria comunità energetica per lo scambio”.

Costo del lavoro e formazione professionale
“Se queste soluzioni contro il caro-energia sono improrogabili per sostenere l’immediato e il medio periodo, oltre a questa ennesima emergenza c’è da pensare a un nuovo tipo di sviluppo del settore. Come stiamo chiedendo ai candidati di tutta Italia in queste settimane presentando i nostri punti, il fattore Formazione e Costo del lavoro vanno riformati in toto” 

“Le aziende del Turismo in questi 3 anni hanno perso il vero valore che contraddistingue un’esperienza unica, ossia il personale. Per questo motivo – avanza Della Vista – è importante attivare e finanziare dei corsi di formazione differenti, da sviluppare insieme agli istituti professionali sui territori. Dobbiamo mettere in campo nuove risorse per affrontare la forte richiesta e la sfida che abbiamo davanti”.

“E sul capitolo costi per impresa e dipendente – conclude il delegato Conflavoro PMI per la Promozione e accoglienza del territorio – il macigno è sempre lo stesso ed è tra i più pesi in Europa. Adesso se ne accorgono tutti proprio perché il potere d’acquisto è ulteriormente ridotto dai rincari generalizzati. Chiediamo quindi di tagliare il cuneo fiscale di modo che possa consentire all’azienda e al lavoratore un reciproco guadagno. Da una parte serve la detassazione sui rinnovi dei contratti collettivi e sulle ore di straordinario, mentre dall’altra serve la detassazione e decontribuzione sugli aumenti previsti da accordi aziendali e individuali”.

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