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Rimini, Coop Elleuno replica a Cgil: “Contratto non violato ma collaboriamo”

In riferimento agli articoli apparsi nei giorni scorsi a titolo “La coop Elleuno non paga i primi tre giorni di malattia” e altri di analogo contenuto, la cooperativa sociale Elleuno “ritiene opportuno precisare alcuni aspetti della situazione segnalata dalla organizzazione sindacale citata negli stessi, pur non volendo alimentare ulteriori polemiche”.

“La medesima organizzazione sindacale provinciale (FP Cgil, ndr), ha pochi giorni fa comunicato verbalmente l’unilaterale sospensione dei rapporti con cooperativa Elleuno che invece auspica un pronto ritorno al tavolo delle relazioni sindacali”, premette la cooperativa.

Quindi: “In primo luogo si evidenzia come la delibera assembleare richiamata negli articoli sia stata assunta con regolare determinazione e voto dei soci della Cooperativa e come la medesima delibera non violi in nessun modo il CCNL e la normativa regionale di settore. Le citazioni dell’art. 1 del CCNL di settore presenti negli articoli pubblicati sono prive di una frase fondamentale che compare prima della parte citata dell’articolo, ossia: “… fatte salve le deliberazioni assembleari delle cooperative …”. Nell’assemblea dello scorso 16/12/2020 i soci hanno approvato il piano di crisi facoltativo previsto da normativa speciale esclusivamente per le Cooperative sociali. L’organo amministrativo della Cooperativa ha convocato l’assemblea per sottoporre ai soci la soluzione che ha ritenuto più funzionale per superare l’attuale momento di difficoltà”.

“È indubbio infatti che i soci di una cooperativa abbiano la libertà ed il diritto di decidere (in forma collegiale) la modalità e la misura del proprio apporto, anche economico, in favore della Cooperativa (di cui sono “proprietari” pro quota e di cui condividono e possono determinare – con le loro decisioni – il destino). È proprio per tali ragioni che il parere favorevole dell’assemblea alla proposta formulata dal Consiglio di Amministrazione non viola alcuna previsione normativa (sia nazionale che regionale) o contrattuale, e la decisione presa dall’assemblea dei soci – volta a salvaguardare il futuro della cooperativa – è da ritenersi rispettosa e in linea con le specifiche previsioni di legge in materia, ossia la Legge n. 142 del 2001”.

E si prosegue: “Decisione che prevede il contributo individuale di ciascun socio – in modo occasionale, per un periodo limitato e laddove ricorrano tutti i relativi presupposti – corrispondente all’importo dei giorni di carenza (effettivamente utilizzati e da 1 ad un massimo di 3) nei limiti del carico ditta, e fatto sempre salvo e garantito ogni onere previdenziale e contributivo. Contribuzione individuale che non riguarda le assenze derivanti dalla condizione di malattia per Covid-19, certificata dagli organi sanitari”.

Inoltre “preme rappresentare come la “pagina di giornale pubblicata dalla Presidente su alcuni quotidiani” nel marzo dello scorso anno altro non fosse che il provocatorio “grido di dolore” di un comparto – dove la maggioranza delle persone che vi operano hanno lavorato e lavorano con un impegno ed una professionalità ben maggiori di quanto sarebbe lecito attendersi – già in sofferenza da anni e ridotto quasi allo stremo dalle conseguenze economiche della pandemia. Molte le attestazioni di stima e solidarietà, tutte in privato, nessuna – o quasi – condivisione pubblica. Non importa, qualcuno doveva avere la forza ed il coraggio per dire ciò che accadeva”.

“In un momento di difficoltà che da ormai più di un anno attanaglia il paese sarebbe opportuno che tutte le parti sociali avessero come obiettivo comune la ricerca di soluzioni concrete per ciascun problema, nell’interesse delle persone assistite e dei lavoratori”, conclude la cooperativa Elleuno.

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