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Rimini Coraggiosa: “Basta raccontare ‘balle’ ai bagnini sulle concessioni balneari”

Per favore, la politica smetta di raccontare balle ai bagnini e, per estensione, a tutti gli operatori di spiaggia. E torni ad indicare – scrive in una nota Rimini Coraggiosa – prospettive credibili ai cittadini. 

Sotto la fattispecie di balle possiamo elencare: a) la legge 145/2018 che proroga fino al 31/12/ 2033 le concessioni in essere, legge palesemente in conflitto con la Direttiva 123/2006 dell’Unione Europea; b) l’imbarazzo degli amministratori locali che dicono: ”Ci penserà il governo a risolvere il problema…”, mentre sanno bene che il governo non potrà risolverlo se non applicando in modo opportuno la Direttiva UE; c) quelli che fingono di ignorare che ormai l’orientamento della Magistratura è univoco: alla scadenza, le concessioni vanno ad evidenza pubblica, cioè a gara.

Ma il compiaciuto silenzio più grossolano è quello di chi finge di ignorare che l’Unione Europea, nel momento ormai vicino in cui ci consegnerà le risorse del Recovery Fund, verificherà il rispetto delle norme comunitarie e ne pretenderà l’applicazione. Fra queste, ovviamente, c’è la Bolkestein, sulla quale ha già aperto una procedura di infrazione. 

E allora?

Noi sosteniamo – prosegue la nota di Rimini coraggiosa – che continuare a raccontare balle sulla possibilità di aggirare la Bolkestein, danneggi prima di tutto gli operatori di spiaggia perché li induce a rinviare le scelte necessarie per affrontare le gare con capacità competitiva. Ad esempio procedendo ad aggregazioni e dando vita a forme consortili o societarie, contrattando il riconoscimento degli investimenti sostenuti, chiedendo ai Comuni l’adeguamento dei piani di spiaggia e la riorganizzazione dei servizi, garantendo la presenza di parcheggi per gli utenti, affrontando il nodo mai del tutto risolto del rapporto con gli alberghi, ecc. Per non parlare delle norme contrattuali per il personale dipendente che andranno rilette alla luce di vincoli definiti nei bandi di gara per superare le diffuse forme di lavoro irregolare.

Questa è la prospettiva – conclude la presa di posizione di Rimini coraggiosa – che attende gli operatori di spiaggia. Di fronte ad essa non c’è  compiacente politica che tenga, non ci sono pacche sulla spalla o ammiccamenti: se vogliamo restare in Europa, dobbiamo cominciare a rispettarne le regole. Perciò ancora una volta è il momento di rimboccarci le maniche ed aprire un confronto serio e costruttivo. La lista di Rimini  Coraggiosa è disponibile al confronto”.

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