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Rimini Coraggiosa: una panchina “raimbow” per la nostra città

In occasione della visita di Alessandro Zan ed Elly Schlein, la lista Rimini Coraggiosa vuole dare il suo contributo a Rimini donandole una Panchina Rainbow (presente in decine di altre città in Italia e nel mondo) perché lo schierarsi con le lotte contro l’omo-transfobia diventi stabile e visibile.

Oggi – scrive in una nota la Rimini Coraggiosa – saranno presenti prestigiosi ospiti che della battaglia alle discriminazioni e alle disuguaglianze hanno fatto una ragione di vita. La presenza di Coraggiosa nella coalizione di centrosinistra porta concretezza a queste battaglie (che rischiano a volte di rimanere su posizioni di principio) grazie al capolista Marco Tonti, organizzatore del Summer Pride, fondatore di Arcigay Rimini già nel 1994 e militante LGBT in prima linea da anni. Un’esperienza umana ampia che incarna pienamente i valori di Coraggiosa per una società equa e rispettosa di ogni umanità e a sostegno di ogni fragilità.

L’omo-transfobia si combatte quotidianamente in trincea con l’impegno e l’esperienza. Anche i simboli hanno la loro importanza se sono concreti, stabili e visibili, se segnano un confine etico inamovibile tracciato dalle istituzioni, anche chiamando queste discriminazioni col loro nome esatto: omofobia e transfobia. 

Come Rimini Coraggiosa, lista progressista nella coalizione di centrosinistra, riteniamo sia arrivato il momento anche per Rimini di fare questo passaggio e di dire lucidamente, come ha fatto Ursula Von Der Leyen in Europa, che Rimini è una “LGBT Freedom Zone” con gli impegni concreti che ne conseguono.

Rivolgiamo il nostro dono – prosegue Rimini Coraggiosa – alla città e il nostro appello a Jamil Sadegholvaad e Chiara Bellini perché lo accolgano e si impegnino a portare Rimini pienamente tra le città più avanzate del mondo, con la giusta aspirazione di essere una città europea, meta di turismo internazionale e luogo di benessere per tutte e tutti.

La Panchina Rainbow non vuol essere un richiamo retorico all’inclusione. Vuol essere un simbolo reale, qualcosa di immediatamente applicabile. La sua storia sarà quella di un simbolo itinerante: fino a che l’amministrazione non le assegnerà un posto definitivo (che ci auguriamo sarà proprio in Piazza Kennedy) potrà essere “adottata” dalle realtà locali. Dopo uno pausa nel suo luogo naturale, La Community 27 di Stefano Mazzotti, sarà graDella ad ospitarla. Chiunque esporrà la panchina darà un segnale chiaro, per quanto semplice: “Qui la comunità LGBTQI+ è accolta con affetto, rispetto e consapevolezza”.

La panchina – donata da Coop134 grazie ad Alfio Fiori e Armando Berlini – è stata recuperata – concludeva nota –, riutilizzata e realizzata grazie al lavoro manuale di appartenenti a Rimini Coraggiosa e Arcigay Rimini, e al contributo di Stefano Mazzotti de La Comunity Bagno 27”.

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