Home > Ultima ora welfare > Rimini: da Confindustria e Gruppo Maggioli 50.000 euro al ‘Fondo per il lavoro’ della Curia

Rimini: da Confindustria e Gruppo Maggioli 50.000 euro al ‘Fondo per il lavoro’ della Curia

Lunedì 28 settembre, alle ore 11, presso la sede della Caritas diocesana di Rimini, via Madonna della Scala, è stato consegnato al ‘Fondo per il Lavoro’ un assegno dell’importo di 35.829,54 euro da parte di Confindustria Romagna ed EffeGiDi.
È stato lo stesso presidente di Confindustria Romagna, dott. Paolo Maggioli, a recapitare la donazione nelle mani del Vescovo di Rimini, Mons. Francesco Lambiasi, nella sua figura di presidente di Caritas diocesana. Erano presenti anche il direttore della Caritas diocesana, Mario Galasso, e il responsabile del ‘Fondo per il Lavoro’, Roberto Casadei Menghi.

Il Fondo per il Lavoro, nato nel 2013 per creare posti di lavoro, attraverso incentivi economici per l’avvio di nuove attività lavorative e assunzioni di disoccupati, è un’iniziativa della Diocesi di Rimini, gestita da Caritas diocesana, a favore di tante persone, quelle che pagano il prezzo più alto per la crisi economica prima, per la pandemia e le difficoltà create dal lockdown ora”, ha detto il Vescovo Lambiasi. La situazione è così difficile e così diffusa che davvero non possiamo pensare che si risolva da sola, con un tocco di dita, anzi rischia di peggiorare, e dunque chiama a raccolta enti, istituzioni, associazioni e uomini di buona volontà, ciascuno per la sua parte.
Da questo contesto tanto precario e sofferto potremo uscirne rinnovati e migliorati, con condizioni di vita a misura della dignità umana, solo se sapremo aiutarci reciprocamente. Come non si stanca mai di ripeterci Papa Francesco:
«O insieme o non funziona. O lavoriamo insieme per uscire dalla crisi, a tutti i livelli della società, o non ne usciremo mai»”.

Stiamo affrontando una crisi senza precedenti che possiamo superare solo insieme, collaborando alla creazione di un nuovo modello sociale ed economico che metta le persone al centro – ha rilanciato Paolo Maggioli, Presidente di Confindustria Romagna –. È fondamentale che in questo momento tutte le realtà che operano sul territorio, private e pubbliche, facciano squadra dandosi obiettivi comuni. Le nostre imprese sono impegnate in prima linea per creare lavoro, produzione e sviluppo a beneficio della comunità di tutto il territorio in cui operano. Una scelta che rinnoviamo ogni giorno entrando nelle nostre aziende e che riteniamo importante seguire sostenendo, come Confindustria Romagna ed Effegidi, anche iniziative di supporto all’inserimento delle persone nel mondo del lavoro, come quelle realizzate dalla Diocesi e dalla Caritas di Rimini. In un’ottica di responsabilità sociale, affiancare i lavoratori e le loro famiglie, garantendo il diritto al lavoro, oggi più che mai è uno dei compiti in cui tutti noi dobbiamo impegnarci”.

Per il direttore Caritas diocesana, Mario Galasso: “Il ‘Fondo per il Lavoro’ è un progetto di comunità che vuole dare dignità alle persone facendosi carico di un’area fondamentale della nostra esistenza: il lavoro.
Lo fa costruendo relazioni con le imprese in forma singola e associata, cercando di sensibilizzarle e responsabilizzarle, con le istituzioni, e con la comunità intera.
L’intervento di Confindustria Romagna e EffeGidi è un segnale importante in direzione di questa costruzione: ci auguriamo che altre imprese, altre associazioni, altre comunità, siano stimolate da gesti come questo a partecipare a questa iniziativa concreta a favore della dignità umana sul nostro territorio
”.

Un ulteriore, significativo gesto di solidarietà, è arrivato dal Gruppo Maggioli.
A margine della consegna dell’assegno, il dott. Paolo Maggioli in qualità di Amministratore Delegato, ha assicurato che il Gruppo integrerà l’importo dell’assegno fino ad arrivare a quota 50.000 euro.
Un gesto significativo e generoso molto apprezzato dalla Caritas diocesana.

Il ‘Fondo per il Lavoro’ costituisce un aspetto importante anche del ‘Piano Marvelli’, il Piano della Diocesi di Rimini intitolato al beato Alberto, vero programma di crescita nella solidarietà e nella fraternità, che congiunge la funzione pedagogica a fatti e opere-segno. Per passare dalla sofferenza per la pandemia, e dall’emergenza sanitaria, alla rinascita. Cercando di farsi vicini ai bisogni relazionali, economici e di appartenenza delle persone.

Scroll Up