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Rimini, dopo 5 anni telecamere scagionano 58enne accusato di stupro

Assolto dopo quasi 5 anni dall’accusa di stupro Un 58enne pakistano titolare di un kebab a Rimini,  era stato accusato di violenza sessuale da una turista russa all’epoca 24enne. La pm Paola Bonetti  aveva chiesto una condanna a 6 anni, ma il collegio presieduto dal giudice Fiorella Casadei è stato di altro parere: “Il fatto non sussiste”.

L’accusato aveva precedenti specifici ed è stto condannato in primo grado per un episodio analogo avvenuto nel 2018:  3 anni e 6 mesi per violenza nello stesso appartamento su una studentessa riminese di 24 anni, si attende l’appello. Ma per questa vicenda, risalente al 24 novembre 2017,  aveva sempre raccontato che sì, c’era stato un rapporto completo, però con il consenso della turista. I difensori, avvocato Massimiliano Orrù e Simona Conti, a conferma della tesi hanno presentato le testimonianze degli altri inquilini, connazionali del pakistano: nessuno di loro ha sentito nulla di strano, anzi i due conversavano amichevolmente.

Ma a convincere i giudici sono state le immagini di una telecamera prodotte dalla difesa. Un filmato del Bar “Otto e mezzo” presso la stazione di Rimini mostra infatti i due mano nella mano in atteggiamenti affettuosi. Tutto ciò proprio la sera durante la quale, secondo il racconto della presunta vittima, dovevano essere appena terminate 12 ore da incubo, con ripetute percosse per costringerla a rapporti sessuali. La ragazza russa aveva anche esibito un referto medico con prognosi di 7 giorni, che parlava di “lievi contusioni agli arti superiori e alle mani cagionate da violenza fisica e tentata violenza sessuale”. Ma non ha mai preso parte al processo e agli atti è rimasta quella sua versione smentita poi dalle riprese.

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