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Rimini, entra in vigore oggi l’ordinanza a contrasto della prostituzione in strada

 È entrata in vigore dal 1° novembre 2019 l’ordinanza contingibile e urgente che fa divieto a chiunque di porre in essere comportamenti diretti in modo non equivoco a chiedere o accettare prestazioni sessuali a pagamento.

Il Sindaco di Rimini Andrea Gnassi ha infatti firmato l’atto con cui il Comune di Rimini interviene per prevenire e contrastare l’insorgere e il perdurare del fenomeno criminoso dello sfruttamento della prostituzione e della tratta di persone, sulla scia delle disposizioni precedenti.

Il divieto, che entra in vigore dal 1 novembre 2019 e sarà vigente sino al 30 aprile 2020, ha validità su una serie di zone del territorio comunale dove il fenomeno si manifesta con una maggiore recrudescenza che l’ordinanza individua specificatamente Viale Regina Elena, Viale Regina Margherita, Viale Principe di Piemonte, Via Novara, Via Teramo, Via Foglino, Via Cavalieri di Vittorio Veneto, Via Losanna, Via Mosca, Via Guglielmo Marconi, su tutta la Strada Statale ”S.S. 16”- compresa tra il confine con il Comune di Bellaria-Igea Marina e il Comune di Riccione, in Piazzale Cesare Battisti, Via Savonarola, Via Mameli, Via Ravegnani, Via Graziani, Via Dardanelli, Piazzale Carso, Via Principe Amedeo, Viale Vespucci, Piazzale Medaglie d’Oro, Via Varisco, Viale Eritrea, Via Novara, Via Macanno, Via Casalecchio, Via Fantoni, Via Euterpe, Via Emilia Vecchia, Via XIII settembre, Viale Matteotti, Via dei Mille, Via Tolemaide; nelle aree adiacenti alle suddette strade; in prossimità delle aree di intersezione con le vie intersecantesi con le strade sopra elencate.

“Un nuovo atto che dà continuità è il commento dell’Amministrazione comunale di Rimini ad una azione di contrasto dell’esercizio della prostituzione sulle strade del territorio riminese mettendo a disposizione delle forze dell’ordine uno strumento incisivo e la possibilità d’intervento contro un fenomeno odioso di sfruttamento delle persone.”

La violazione di quanto disposto dall’ordinanza sarà perseguita ai sensi dell’art. 650 del Codice Penale con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a 206 euro, fatto salvo che la condotta non configuri un più grave reato.

L’ordinanza dispone anche che qualunque fatto o atto ritenuto rilevante ai fini fiscali, riscontrato dall’agente accertatore nei confronti di chicchessia, nell’ambito dell’attività di controllo e di accertamento sarà portato a conoscenza all’Agenzia delle Entrate, nonché al Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Rimini, al fine di consentire la valutazione, da parte di tali organi, in merito agli accertamenti fiscali di
competenza.

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