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Rimini, Erbetta: “Anticorruzione prevede rotazione dipendenti comunali ma qui non cambia nulla”

Mario Erbetta, consigliere comunale di Rinascita Civica, analizza la circolare del 22 aprile relativa alla rotazione dei dipendenti del Comune di Rimini.

“Oggi mi è pervenuta la circolare relativa alla rotazione dei dipendenti in base al piano anticorruzione – commenta Erbetta – . Nel mio programma come Candidato a Sindaco ho indicato come cosa primaria la rotazione dei dipendenti nei ruoli compatibili alle loro funzioni ogni due/tre anni in particolare nelle posizioni più critiche come gli uffici tecnici, gli uffici che erogano sovvenzioni, gli uffici che gestiscono il patrimonio immobiliare del comune e gli uffici addetti alla repressione e alle sanzioni”.

“Nel Comune di Rimini esistono posizioni organizzative a vita, cioè ruoli di aiuto dirigente ben remunerati (dai 5.000 ai 10.000 euro all’anno in più sullo stipendio), che sono perché a vita totalmente inammissibili in una pubblica amministrazione che ha l’obbligo di valorizzare il merito e premiarlo ma allo stesso tempo dare pari opportunità di carriera a tutti i dipendenti.
Esistono inoltre dipendenti che da quando sono assunti a quando vanno in pensione rimangono nello stesso ruolo e nella stessa stanza, cosa che inevitabilmente crea dei potenziali potentati che possono poi prendere una deriva autonomistica e diventano fonti di corruzione o concussione o abusi di potere.
Il piano anticorruzione dovrebbe andare a colmare queste lacune obbligando il Comune a far ruotare nei ruoli e tra le stanze i dipendenti e i dirigenti. Ma analizzando la circolare del 22.04.2021 protocollo n. 0123604 relativa alla rotazione rimango esterrefatto: chi dovrà ruotare come dipendente? Dovrà ruotare il personale adibito da oltre 20 anni a delle attività sensibili indicate come lo dovranno fare anche gli istruttori di categoria C e i Funzionari di categoria D addetti a tali mansioni da oltre 15 anni.
Tale rotazione dovrà avvenire sempre che il dipendente abbia un’autonomia e una potestà decisionale con la specifica che si derogherà alla rotazione se tale processo decisionale sia interamente allocato a livello dirigenziale e quindi il dipendente compie un’opera meramente esecutiva”.

“Tutto perfetto? In realtà nulla è perfetto. Le linee guida dell’Anac per la rotazione dei dipendenti danno l’obbligatorietà della rotazione degli stessi e delle posizioni amministrative ogni 6 anni. Perché da noi ci vogliono 20 o 15 anni?
Inoltre cosa vuol dire autonomia nella gestione della pratica quando comunque la firma del dirigente è obbligatoria al fianco di tutti gli atti dei dipendenti? Tale firma identifica una decisione piena del dirigente oltre che della sua responsabilità e quindi quando un dipendente, alla luce di questa interpretazione della circolare, avrà effettivamente un’autonomia e potestà decisionale che lo porterà a dover ruotare?
Insomma allunghiamo i tempi a dismisura per ruotare i dipendenti e mettiamo il criterio elastico della autonomia e potestà discrezionale per poi giustificare che la rotazione di un dipendente non è possibile perché comunque sottoposto alla firma e al controllo del dirigente, cosa obbligatoria nella PA”.

“Cambiamo tutto per non cambiare nulla! Questa è la dura verità e i processi su Acquarena e Tecnopolo che coinvolgono anche dei dipendenti comunali oltre ai vari faccendieri che si aggiravano indisturbati negli uffici di via Rosaspina non hanno insegnato nulla.
C’è bisogno di una vera rivoluzione nell’organizzazione degli uffici comunali per riportare i criteri di trasparenza e terziarità nei rapporti con i cittadini. Ecco perché mi sono Candidato a Sindaco e con la mia esperienza e con l’aiuto del voto dei Riminesi ci riusciremo”, conclude.

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