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Rimini, Erbetta: interpellanza per la cattiva gestione dei tamponi nella scuola elementare “F. Casadei”

I genitori degli alunni della scuola elementare Flavia Casadei – dice in un comunicato Mario Erbetta consigliere comunale e candidato Sindaco di Rinascita Civica per le prossime elezioni, annunciando interpellanza nella seduta di stasera – sono inferociti per la cattiva gestione del caso di un bidello risultato positivo al Covid.
Infatti sabato 21 novembre si è avuta la notizia che un bidello era risultato positivo al Covid, a quel punto il dirigente scolastico in coordinamento con Ausl Romagna decideva di chiudere la scuola per la sanificazione e di fare un test veloce a tutti i bambini e agli insegnanti e agli aTa della scuola e lo comunicava domenica mattina tale provvedimento a tutti i genitori degli alunni. 

Quindi per tre giorni la scuola è stata chiusa dal Comune per la sanificazione (lunedi è martedì) e il mercoledi 25 per effettuare i tamponi a tutti i 500 alunni e ai dipendenti scolastici dalle 8.30 alle 12.30.
I risultati dovevano arrivare entro 6 ore in modo che oggi i bambini potevano andare a scuola in tutta sicurezza. 

Invece – continua l’interpellanza dell’esponente di minoranza in consiglio Comunale a Rimini – proprio per il marasma che vi è al laboratorio di Pievesestina e a protocolli troppo lenti come avevo già denunciato, i risultati alle famiglie e ai dipendenti della scuola non sono arrivati nella giornata di mercoledì 25.
Alle proteste dei genitori che la mattina del giovedì 26 (dalle 7.30 in poi) chiedevano se mandare o meno i loro figli a scuola, è stato risposto dalla segreteria di mandarli pure anche se non avevano ancora ricevuto l’esito perchè queste erano state le indicazioni dell’Ausl Romagna. 

Non solo, ma da quanto trapelato le maestre e il personale Ata pur non avendo ricevuto l’esito sono state invitate in modo fermo a tornare in servizio.
Cosa poi è successo? Che sia i dipendenti Ata che i docenti, non avendo ricevuto il risultato, giustamente si sono rifiutati di presentarsi a scuola per cui i genitori che come indicato dalla segreteria hanno portato i figli a scuola hanno trovato chiusi i cancelli e nonostante suonassero il campanello nessuno rispondeva. Non solo! Ma nessuno della Segreteria ne il dirigente scolastico rispondeva al telefono sia ai genitori che ai giornalisti. 

Solo dopo che le proteste sono arrivate alla stampa – prosegue l’interpellanza di Mario Erbetta – nella mattinata del 26 novembre l’ausl diramava un comunicato che nonostante non ci fossero ancora gli esiti dei tamponi gli studenti potevano rientrare in classe perchè il tampone di massa era solo in via precauzionale.
Nel pomeriggio del 26 alcuni studenti ricevevano gli esiti dai relativi pedriatra e nella notte tra il 26 e il 27 e nella mattinata del 27 alla spicciolata arrivavano i risultati a tutti gli altri studenti, cosa che ha portato la stragrande maggioranza dei genitori non fare andare a scuola i figli anche il venerdì 27. 

Ma è notizia di oggi che un alunno che è andato a scuola venerdì 27 senza sapere il risultato del tampone e seguendo le indicazioni dell’Ausl è risultato positivo ed ora bisogna rifare tutti i tamponi agli alunni presenti il venerdi e a quelli che hanno avuto contatti con lui il lunedì successivo. 

A questo punto c’è da domandarsi con che criterio sanifico una scuola, spendendo soldi pubblici, e poi per poterla riaprire in fretta e furia prova a far rientrare il personale senza sapere se i lavoratori hanno contratto il Covid o no, per non attendere i risultati dei tamponi.
Ma non si capisce perché il dirigente scolastico visto il ritardo dei tamponi non abbia preso la decisione di chiudere la scuola il giovedì e non lo abbia comunicato per tempo utilizzando anche le chat di classe e gli insegnanti. 

Ma ancor di più non si capisce come un dirigente in una situazione d’emergenza si neghi al telefono ai genitori e alla stampa e non si organizzi comunque a comunicare la chiusura della scuola il giovedì 27 verificata l’assenza del personale ATA e dei docenti, creando enormi disagi a quelle 

famiglie che comunque su indicazione della segreteria avute quella mattina avevano portato i loro figli a scuola.
Infine non si capisce perché in tali casi non vi sia un protocollo AUSL di priorità che possa comunicare i risultati in poche ore in modo da poter riorganizzare meglio e in sicurezza il ritorno a scuola. 

C’è qualcosa che non va in questa organizzazione scolastica e il dirigente scolastico, il Comune e l’Ausl Romagna hanno le loro colpe. 

Pertanto sono a chiedere”, conclude l’interpellanza di Mario Erbetta:

1) che cosa intende fare l’Amministrazione Comunale nei confronti del Dirigente Scolastico della scuola elementare Fiorella Casadei per i disservizi e i disagi provocati alle famiglie degli studenti; 

2) che cosa intende fare l’Amministrazione Comunale per evitare che casi simili si ripetano in futuro; 

3) se non sia il caso di chiedere all’Ausl Romagna dei protocolli migliori che diano la prevalenza alla refertazione dei tamponi scolastici per agevolare il ritorno a scuola; 

4) che organizzazione intende intraprendere l’Amministrazione Comunale per la ventilata apertura di tutti gli istituti scolastici, in relazione ai trasporti pubblici e agli assembramenti che si creeranno alle fermate degli autobus”. 

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