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Rimini, evasione fiscale, lavoro nero e frode fallimentare. Arrestato l’imprenditore ittico Mario Zavoli

Al termine di un’articolata operazione di polizia economico-finanziaria, coordinata dal Comando Provinciale di Rimini, finanzieri del locale Nucleo Pef hanno eseguito oggi un’ordinanza, emessa dal locale Tribunale, applicativa degli arresti domiciliari nei confronti di Mario Zavoli (56 anni, di Rimini), imprenditore attivo nel settore della lavorazione del pesce, ed hanno dato contestuale esecuzione ad un sequestro di beni e disponibilità finanziarie per 400 mila euro. L’imprenditore, è già noto alle cronache, per la sua presenza nell’elenco pubblicato dall’Espresso di chi aveva conti all’estero.

Nei confronti dell’imprenditore riminese, così come di altri 4 soggetti indagati nell’ambito dello stesso procedimento penale, i militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria hanno ipotizzato reati fallimentari e tributari, ovvero a seguito del fallimento di due aziende operanti nel settore del commercio e lavorazione del pesce fresco e surgelato, l’illecita distrazione di beni e denaro per un valore di 1,5 milioni di euro, attraverso illeciti trasferimenti verso società italiane e estere (tra le quali due addirittura con sede in Marocco, sempre a loro stessi però ritenute riconducibili), nonché l’utilizzo nella propria contabilità di fatture per operazioni inesistenti, emesse da una SRL della provincia di Venezia e da una con sede in provincia di Rovigo, per un totale di oltre mezzo milione di euro, con relativo grave pregiudizio per le casse dello Stato.

Sulla base degli elementi emersi all’esito delle indagini penali, il GIP presso il Tribunale di Rimini, dr.ssa Benedetta Vitolo, accogliendo le richieste avanzate dalla Procura della Repubblica di Rimini, nella persona del Sost. Procuratore, dr. Luca Bertuzzi, ha emesso un provvedimento con il quale ha disposto l’applicazione degli arresti domiciliari nei confronti del principale indagato, Z.M., e il sequestro di beni e disponibilità finanziarie per un valore pari all’illecito profitto derivante dai reati fallimentari e da quelli tributari, stimato in 400 mila euro.

Inoltre i Finanzieri del Gruppo di Rimini hanno individuato, nell’ambito di una delle due società gestite dagli indagati e poi fallite, ben 88 lavoratori irregolarmente assunti, in relazione ai quali è stata accertata la retribuzione fuori busta di complessivi oltre 400 mila euro in meno di due anni, interessando il competente Ispettorato del lavoro per la contestazione delle relative sanzioni amministrative.

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