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Rimini: falsi certificati per non lavorare a scuola, professoressa e medici indagati

Falsi certificati medici per non insegnare a scuola. Con questa accusa sono indagati per truffa in concorso una professoressa e i due medici, dopo le indagini della Guardia di finanza di Rimini coordinate dal sostituto procuratore Luca Bertuzzi. Le assenze dal posto di lavoro in alcuni istituti tecnici e professionali del Riminese, negli ultimi tre anni avrebbero procurato un danno allo Stato pari a circa 47mila euro. L’insegnante, una 30enne originaria della provincia di Reggio Calabria, avrebbe trovato come complici due medici entrambi anche loro residenti nel Reggino, un 65enne e un 58enne.

Assunta a tempo determinato come supplente, dal settembre 2019 all’aprile 2022, è sembrata colpita da una tremenda sequenza di malattie. Stando ai 37 certificati medici prodotti in quel periodo, su di lei si sarebbero abbattute malattie che richiedevano terapie salvavita e la costringevano quindi a lunghi periodi di assenza, come la sindrome di Meniere o un’insufficienza renale cronica. Senza contare altre patologie minori: ascessi dentali, lombalgie, distorsioni alla caviglia e l’immancabile reazione avversa al vaccino anti Covid.

Invece secondo la Procura di Rimini, sentito un consulente tecnico d’ufficio,  quelle presunte malattie non erano gravi e certamente la 30enne non versava in pericolo di vita.

La Procura di Rimini a chiusura indagini ha quindi chiesto quindi il rinvio a giudizio per la prof e i medici, difesi dagli avvocati Rosa Celea, Luca Barillà e Domenico Vadalà del Foro di Reggio Calabria.  L’udienza preliminare è  fissata per il 7 febbraio 2023.

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