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Rimini, fanno spesa da 170 euro ma cercano di pagarne 7: arrestate due donne

Dalle 14 di sabato 11 aprile fino alla mattinata di lunedì i Carabinieri Rimini hanno svolto un servizio straordinario di controllo del territorio al fine di prevenire e reprimere i reati in genere e rendere le festività pasquali un momento sicuro per i cittadini.

Nel corso del tardo pomeriggio di sabato, i Carabinieri della Stazione Rimini Porto hanno tratto in arresto in flagranza, per il reato di furto aggravato, G. M., classe 1977, e S. M., classe 1992, entrambe cittadine moldave da anni residente nel riminese, già note alle forze dell’ordine per i loro precedenti di polizia.

Le due donne, dopo essere entrate all’interno di un supermercato sito in Via della Fiera, hanno iniziato ad aggirarsi con fare sospetto tra gli scaffali, prelevando vari generi alimentari, guardandosi di continuo intorno come per assicurarsi di non essere osservate. Tale atteggiamento guardingo ha insospettito il personale addetto alla sicurezza che, pertanto, ha deciso di seguirle a distanza, allertando nel frattempo il numero di emergenza 112 che ha inviato una pattuglia sul posto. E infatti le donne, dopo aver utilizzato la cassa automatica per pagare quanto da loro riposto nel carrello, si sono allontanate venendo bloccate dal personale addetto alla sicurezza e consegnate ai Carabinieri, giunti nel frattempo sul posto. Dal raffronto tra lo scontrino e la merce, gli agenti hanno accertato che le donne avevano asportato l’etichetta riportante il peso e il costo reale del prodotto in questione, sostituendola con una da pochi centesimi creata ad hoc nel reparto ortofrutticolo. Con questo stratagemma le donne avevano pagato poco meno di 7 euro per una spesa dal valore di circa 170 euro. La refurtiva, interamente rinvenuta, è stata riconsegnata all’avente diritto. Condotte in caserma, le due donne non hanno potuto fare altro che ammettere quanto loro contestato. Dichiarate in stato di arresto, le due sono state rimesse in libertà in ossequio al dettame di cui all’art. 121 delle disposizioni di attuazione del codice di procedura penale, anche alla luce dell’attuale emergenza sanitaria nazionale.

 

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