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Rimini FC, al derby vi vogliamo folli e affamati

Stay foolish, stay hungry…

Folli e affamati. Così Steve Jobs descriveva i predestinati, quelli che alla fine vincono anche senza i favori del pronostico.

Stando alla classifica e a quello che il campionato sta facendo vedere, al Rimini FC non dovranno mancare né fame di vittoria né un po’ di follia, se vorrà mantenersi davanti all’Imolese, al Forlì e agguantare l’attuale capolista Lentigione.

Queste sono le squadre indicate un po’ da tutti gli esperti come naturali protagoniste, in grado di fare un campionato di vertice con possibilità di vittoria.

Non sono escluse sorprese, compagini che pur non partendo coi favori del pronostico scalano classifica e gradimento col passare della stagione centrando a sorpresa il traguardo della vittoria.

Il Rimini, secondo me, deve ancora capire che tipo di campionato è destinato a fare. Sta ancora cercando di trovare un equilibrio.

Forte di una buona classifica, ci si disorienta guardando il numero delle reti subite e l’andamento altalenante delle gare sin qui disputate.

A Muccioli servirà un po’ di sana follia, nel cercare lo strappo tattico alle sue regole che rendano il Rimini imprevedibile seppur equilibrato, affamato con raziocinio.

Non conosciamo, quantomeno io ancora non conosco, il valore assoluto della parte “under”che può permettere a questa squadra di cambiare le prospettive in questo campionato.

Sappiamo che Cicarevic, Ambrosini e Buonaventura sono più che validi per questa categoria.
Arlotti si sta confermando, Guiebre è nel pieno di un inserimento che deve farlo maturare tatticamente, senza fargli perdere le caratteristiche mostrate lo scorso anno in Eccellenza.

Il resto della pattuglia giovane, affiancata a un reparto senior di buon livello, sarà chiamata ad alzare l’asticella e servirà, oltre alla sana follia, tanta fame di vittoria ed umiltà.

Sana follia, in società non dovrebbe mancare, portata in primis da Giorgio Grassi,  ritenuto da tanti un po’ folle per i concetti che tenta di instillare nel modo di fare calcio in città.

E sicuramente sono affamati di gloria e di vittorie gli artefici del progetto tecnico biancorosso Pietro Tamai e mister Simone Muccioli, oltre a tutti i giocatori.

Verrà trovata l’alchimia giusta? Saremo folli ed affamati a sufficienza per fare nostro questo campionato?

Domani non avremo tutte le risposte. Avremo però alcuni primi indizi importanti di ciò che ci aspetta.
Il Forlì è una squadra importante e ben strutturata a 360 gradi, in campo e in società.
Dal presidente Fabbri a mister Bardi, troviamo dirigenti e tecnici preparati ed esperti, uniti ad una squadra ricca di giocatori di peso, per la categoria. Non deve ingannare la partenza con le polveri un po’ bagnate e la classifica ancora da rimpinguare.

I galletti sono una realtà notevole e recupereranno sicuramente terreno. La gara di domani è di quelle probanti e in grado di dare spunti e indicazioni attendibili nella valutazione globale dello stato di salute e delle prospettive che il Rimini FC ha verso questo campionato.

Graziani, Radoi, Falco e altri uomini di qualità non risentiranno del mancato accordo con il giocatore Yabre, saltato la settimana scorsa. E il 3 a 0 con cui hanno liquidato la gara interna di domenica scorsa con l’Aquila Montevarchi la dice lunga sulle possibilità e sulla forza di questa squadra.

E poi non va dimenticato che si tratta di un derby; certamente non il più sentito, ma comunque significativo e con radici storiche ben piantate.

Chi segue il Rimini ricorderà “Vulcano” Bianchi che, da presidente, fece grande e molto seguìto il Forlì a cavallo tra gli anni ’70 e ’80.

Riguardo a come viene vissuto il derby col Rimini da quelle parti, basta dare un’occhiata al loro sito nella parte storica e notare l’enfasi con cui sottolineano il ricordo di un 4 a 3 rifilato al Rimini nel campionato 79/80, descritto come memorabile in quanto maturato sotto un diluvio con tanto di dedica speciale a Tinti che firmò il gol vittoria.

Forlì che in quell’anno mancò la promozione in B di un punto e che assaporò la ribalta del calcio nazionale nella stagione 94/95 affrontando il Milan di Fabio Capello agli ottavi di finale del torneo. Ci fu l’ovvia eliminazione, ma l’impresa della squadra di serie C arrivata ad affrontare una grande del momento rese molta celebrità al mister di allora, Franco Bonavita, che anche in riviera abbiamo avuto modo di apprezzare e conoscere.

Non sarà una partita anonima quella di domani, se tanto si scriverà’ prima, molto di più si scriverà dopo, considerati i tanti argomenti che il risultato e le prestazioni porteranno all’attenzione dei tifosi.

Folli e affamati come non mai, così mi auguro di vedere i ragazzi in campo domani, stadio Romeo Neri ore 15.

Chi può non manchi e forza Rimini!

Emanuele Pironi

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