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Rimini, FIM, FIOM, UILM: “Largo consenso all’ipotesi di accordo del contratto dei Metalmeccanici”

Con lo spoglio degli ultimi verbali aziendali si è conclusa ieri nel nostro territorio la consultazione sull’ipotesi di accordo del Contratto Nazionale definita unitariamente da Fim, Fiom e Uilm il 5 febbraio scorso. 

L’esito finale – scrivono i sindacati – rafforza ed amplifica il prodotto della trattativa durata oltre un anno.

Un risultato che ha visto le lavoratrici e i lavoratori protagonisti, dai luoghi di lavoro completamente trasformati dalla pandemia, in ogni momento del confronto. 

Una condizione vissuta quotidianamente sulla propria persona e su quella dei propri cari, che ha aggravato e appesantisce fisicamente e psicologicamente tutte le attività. 

Per questo motivo l’impegno sindacale – prosegue la nota della FIM-CISL, FIOM-CGIL e UILM – non poteva che essere al loro fianco attivamente, nel piena rispetto delle procedure anticovid, con una campagna di assemblee importante nei numeri, per trasmettere i contenuti dell’accordo ma anche per raccogliere umori, sensazioni, elementi anche extra “contratto nazionale”.

Nel confronto coi lavoratori è stato apprezzato l’aumento del salario con un incremento medio del 6,15 % sui minimi contrattuali per il periodo 2021-2024, la revisione del sistema di inquadramento con l’eliminazione del primo livello, l’aver mantenuto la formazione e certificazione delle competenze come condizioni strategiche per la crescita professionale. Altri elementi qualificanti riguardano la clausola sociale negli appalti pubblici, lo sviluppo dei temi della sicurezza, le linee guida sul lavoro agile e condizioni migliori per gli apprendisti. Quanto ottenuto da questa tornata contrattuale ha comunque i suoi presupposti nel precedente contratto che ha permesso di rendere strutturali alcuni capitoli e di fare passi in avanti su altri. Sul tema salute – continua la nota sindacale – e sicurezza si prosegue nel rapporto con Inail sviluppando le pratiche positive dei Comitati Covid e dei break formativi. A giugno di ogni anno i lavoratori riceveranno 200 euro di buoni welfare. 

Il voto è l’altro elemento strutturale e di democrazia che permette un confronto fattivo con le lavoratrici e i lavoratori e la validazione da parte loro.

I dati: 63 le aziende coinvolte con assemblee sviluppate su più turni (complessivamente oltre 80), per un totale di 4653 dipendenti, di cui 3688 presenti nei giorni di votazione, mentre i votanti sono stati 2456 (pari a oltre il 66,%) e di questi si sono espressi per il sì in 2298 (94,%), per il no 143 (5,8%), con 11 schede bianche e 4 nulle.

Questi numeri trasmettono un importante momento di confronto coi lavoratori, nonché tanto lavoro da parte delle delegate e dei delegati affinché si potesse realizzare il voto in sicurezza.

Tra i temi che vogliamo menzionare di questo nuovo Contratto Nazionale è l’attenzione posta sulla tutela per le donne vittime di violenza con un incremento a sei mesi della astensione retribuita e modalità flessibili per conciliare lavoro e ripresa di una condizione “normale” per la lavoratrice inserita in percorsi di protezione. Un salto culturale che va fatto a partire dalla presa di coscienza del fenomeno discusso in tutte le assemblee svolte.  

Questo contratto si inserisce in una fase cruciale dell’economia.

Anche il nostro territorio, vive segnali da un lato di forte ripresa di alcuni settori del comparto mentre altri legati più ai servizi e all’intrattenimento scontano pesantemente l’attuale fase.

Anche per le aziende che hanno visto accrescere il proprio portafoglio ordini – concludono nella loro nota FIM-CISL, FIOM-CGIL e UILM – ora si affaccia la questione della difficoltà degli approvigionamenti, del costo delle materie prime, della questione della logistica globale su cui si regge tutto il sistema, con logiche schizzofreniche che investono poi i lavoratori chiamati in tempi di pandemia a vivere insieme cassa integrazione, richieste di straordinario, turni notturni e fermi produzione per mancanza di componenti.

Occorre una progettualità diversa, linee e indirizzi di sviluppo sostenibili e filiere più corte dove vada considerato, tra le tante variabili, anche il tema del lavoro. 

Una ripresa per quei settori che hanno l’opportunità di invertire il trend negativo dell’ultimo anno, deve potersi accompagnare con la prospettiva di un lavoro di qualità e stabile per le persone”. 

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