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Rimini: firmato in Prefettura il protocollo di intesa per il contrasto alla violenza di genere

La violenza di genere e, in particolare, quella contro le donne, assurge quotidianamente agli “onori” della cronaca nazionale, non di rado corredata da analisi e commenti sul fenomeno.

Anche la provincia di Rimini, come dimostra un numero non trascurabile di denunce, non è affrancata dall’esistenza di tale fenomeno, ma grazie alla particolare ed accresciuta sensibilità delle istituzioni, delle Forze di polizia e delle associazioni costituitesi a tutela delle donne, il territorio non manca di offrire anche opportunità di contrasto, sia in termini di prevenzione che di repressione, al micidiale imperversare dell’inaccettabile violenza.

È con tali presupposti e mediante un apposito Tavolo, che si è pervenuti all’odierna firma del Protocollo d’intesa per la prevenzione e il contrasto delle violenze nei confronti delle donne.

A sottoscriverlo con il Prefetto, che ha coordinato i lavori di preparazione, sono intervenuti il Presidente della Provincia, il Vice Sindaco di Rimini, il Presidente del Tribunale, il Procuratore della Repubblica, il rappresentante dell’Ausl Romagna, il Dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale, il Questore, il Vice Comandante Provinciale dei Carabinieri, la Consigliera di Parità della Provincia di Rimini e la rappresentante del Centro Antiviolenza del Comune di Rimini “Rompi il silenzio”.

 

Il Protocollo, come espressamente riportato già nell’ultimo comma dell’art. 1, “è aperto ad ulteriori contributi che potranno essere forniti, anche attraverso specifiche adesioni, da altri Enti locali, Istituzioni e Associazioni operanti nel territorio provinciale nel medesimo settore”.

Un accordo “aperto”, dunque, che trae linfa vitale dalle innumerevoli iniziative che si susseguono in provincia e dalle relazioni tra mondo istituzionale e mondo associativo sempre più consolidate, che si prefigge lo scopo di poter tessere una rete a maglie sempre più fitte tra tutti i soggetti impegnati sul territorio.

Esigenza condivisa dal Tavolo affinché l’esperienza di ciascuno accresca l’esperienza di tutti e, nel contempo, perché ciascuno sappia delle iniziative intraprese dagli altri aderenti.

Sono 13 gli articoli che sostanziano il Protocollo, per il quale è prevista una durata di tre anni, con la previsione di un tacito rinnovo alla scadenza, salvo diverse intese tra le parti.

In particolare, attraverso gli impegni assunti dai sottoscrittori nei termini enucleati dall’articolato, l’accordo si prefigge i seguenti obiettivi fondamentali:

 

  • tutela e sostegno delle donne che subiscono violenza;
  • analisi e monitoraggio del fenomeno;
  • coordinamento delle azioni e cooperazione fra soggetti pubblici e privati, operanti nello specifico settore;
  • formazione degli operatori e specializzazione nel trattamento delle specifiche fattispecie di reato;
  • attuazione di percorsi educativi e informativi a vantaggio delle vittime in ordine agli strumenti e alle modalità di tutela;
  • interventi sul territorio volti a promuovere il superamento dei fattori favorenti la violenza e ad agevolare l’emersione di tali forme di devianza;
  • sperimentazione di percorsi terapeutici sugli aggressori mirati al cambiamento dei comportamenti maschili violenti;
  • iniziative volte a facilitare la raccolta delle denunce, l’assistenza e il sostegno delle vittime della violenza in tutte le fasi susseguenti al verificarsi di un episodio;
  • definizione di regole condivise nel percorso processuale penale;
  • percorsi di supporto psicologico e terapeutico di gestione del disagio relazionale dei cosiddetti soggetti maltrattanti.

Accordo oggi sottoscritto dal Comune di Rimini, ma che vedrà ben presto protagonisti anche quei Comuni, già fortemente attivi ed operanti su tale versante,  anche attraverso i due distretti.

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