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Rimini, Frontespizio4 Piccola rassegna di libri nuovi: giovedì 23 Translimes 2017

Superare i propri limiti fisici e mentali ci trasporta fuori dalla nostra”comfort zone” dove ci confrontiamo con i nostri bisogni primari e la nostra vera essenza. E’ quella “terra di nessuno”, tanto temuta quanto sconosciuta, di cui ci parlano i grandi  alpinisti del passato, dove la pressione dell’ignoto si fa sentire schiacciante ma che è necessario, insieme al peso
dello zaino, imparare a sopportare. La montagna può essere scuola di vita, un luogo dove fare l’esperienza del “sublime”, ma può anche diventare strumento di pace attraverso l’alpinismo esplorativo.

Da qui il progetto “TransLimes” che vuol dire andare al di là del limes, cioè di confini e frontiere, per oltrepassare ciò che è conosciuto e raggiungere ciò che non lo è ancora. Una linea di cresta può essere vista come una barriera fra due versanti oppure come il punto in cui essi si incontrano.

Questa sottile differenza è una metafora del limes fra pace e guerra, incontro e scontro, comunicazione e isolamento. Conoscere un limes è il primo passo per abbatterlo. L’alpinista va alla ricerca di creste e vette risalendo valli e, facendo questo, incontra culture disparate. Chi, meglio di lui, ha la capacità di raggiungere e mostrare i confini di alta quota?

Cinque alpinisti profondamente diversi fra loro decidono di partire per una delle “terre di limes”: il Kashmir, conteso fra India, Pakistan e Cina. Superando le difficolta’ e unendo le loro forze per scalare 3 vette inviolate di quei travagliati confini.

Il loro alpinismo esplorativo diventa un messaggio per trasformare i limes
culturali, politici e religiosi in altrettanti punti di incontro.

Daniele Nardi
Nato a Sezze (Latina), è il primo alpinista, al di sotto del Po, ad aver scalato l’Everest e il K2. Per la prima volta tocca gli 8.000m sul Cho Oyu, scoprendo la passione per l’alta quota e cosa signifca respirare “l’aria sottile”. Negli anni successivi scala l’Aconcagua in solitaria, sale in velocità la cima Middle dello Shisha Pangma e compie il concatenamento di Broad Peak (8047m) e Nanga Parbat (8125m). Dopo gli ottomila decide di salire montagne più basse, ma tecnicamente più impegnative. Così tenta l’apertura di nuovi tracciati in stile alpino su montagne di 6000 metri, fra le quali l’Ama Dablam, il Bhagirathi III, il Farol West, il K6 West e il Thalay Sagar. Innova l’alpinismo d’alta quota con la scalata invernale dello Sperone Mummery sul Nanga Parbat, in solitaria e in stile alpino. Si dedica alla fotografa, alle riprese d’alta quota, alla scrittura e alla formazione manageriale, impegnandosi inoltre come ambasciatore per i diritti umani nel mondo. E’ testimonial sportivo per eventi di gala e per la formazione presentando la sua attività alpini-stica come metafora perfetta di vita in tutta Europa.

Marcello Sanguineti
Nato a Chiavari (Genova), membro del Club Alpino Accademico Italiano (CAAI) e Istruttore Nazionale di Alpinismo, è un personaggio estremamente eclettico. Professore di Ricerca Operativa all’Università di Genova, responsabile di progetti internazionali di ottimizzazione e intelligenza artifciale e autore di oltre 150 pubblicazioni scientifche, è alpinista di punta a 360°. Ama defnirsi “marinaio d’alta quota” e “vagabondo della verticale”: partendo dal “suo” mare di Liguria, ha scalato su Alpi, Pirenei, Montagne Rocciose Canadesi, Ande Peruviane e Boliviane, Himalaya, in Patagonia, Scozia, Norvegia, Giordania, Oman, Colorado, Wyoming, Utah,Nevada, Québec, Yosemite, Pamir e Tien Shan, aprendo vie di alta difficoltà in tre continenti. Autore di decine di articoli su testate specialistiche nazionali e internazionali cartacee e su web, contribuisce a monografe e guide di montagna e presenta la sua attività alpinistica attraverso conferenze, audiovisivi e filmati.

Gian Luca Cavalli
Nato a Biella e residente a Vigliano Bilellese, da più di trent’anni arrampica sulle alpi e all’estero. Ha partecipato alla prima spedizione italiana su un settemila in Kazakistan ed in Pakistan alla volta di un 8000mt. E’ stato in Asia Centrale per aprire vie nuove in Pamir. Ha
scalato pareti di ghiaccio e roccia in Giordania, Scozia, Canada, Stati Uniti, Utah, Colorado, Nevada, e Africa Centrale. Accademico del CAI dal 2012 ed istruttore di Alpinismo. Esperto di parapendio e di immersioni subacquee ha all’attivo più di 200 immersioni su bassi fondali alla ricerca di relitti di navi e aerei affondati. Appassionato fotografo organizza proiezioni e racconti dei viaggi effettuati, pubblica articoli tecnici di scalata su riviste di settore.

Tom Ballard
Nato in Scozia, ha dedicato la sua vita all´alpinismo ed all´arrampicata.
Dal 2009 vive in giro per le alpi inizialmente in un Van con suo padre. Nel
2015 é diventato la prima persona a scalare in solitaria tutte le sei
classiche pareti nord delle alpi in una singola stagione: Cima Grande, Pizzo
Badile, Cervino, Grandes Jorasses, Petit Dru ed Eiger. Ha seguito le orme
della madre che fu la prima persona che ascese le sei vette in solitaria in
estate.Tom ha realizzato diverse prime ascenzioni su tutto l´arco alpino.
Nel 2016 ha realizzato la prima ascenzione al mondo gradata D15 dal nome
“A Line Above The Sky”. Attualmente vive nelle dolomiti dove ha il suo
personale “campo base”.

Michele Focchi
Nato a Rimini, lavora come ricercatore all’Istituto Italiano di Tecnologia
(Genova) dove si occupa di robotica avanzata e di progettazione di robot
quadrupedi (HyQ). Parla 4 lingue, ha vissuto in Spagna e Brasile e viaggiato
in tutto il mondo. E’ sempre stato appassionato di montagna e ama viverla a
360°, dalla roccia, al ghiaccio, allo sci-alpinismo, all’alta montagna.
Negli ultimi anni, oltre a scalare sulle sue amate Alpi, ha partecipato a
spedizioni in Giordania (Wadi Rum) e in Marocco (Taghia). Questa e’ la sua
prima spedizione.

Pierluigi Martini
Nato a Torre Cajetani, libero professionista ed esperto di subacquea decide
negli ultimi anni di avvicinarsi alla fotografa e alle riprese in natura. Il
suo scopo durante la spedizione è quello di catturare i momenti salienti
per produrre il materiale di immagini e di riprese per la creazione di un
flm documentario.

Frontespizio
“Come la prima pagina interna, che di un libro fornisce gli elementi
essenziali e sostanziali, questa rassegna vuole accompagnare i lettori
davanti alla porta di ingresso di nuovi testi. L’etimo della parola
“frontespizio” (dal tardo latino frontispicium, composta di frons, frontis
‘fronte’ e del tema di specĕre ‘guardare’), evoca l’atto di
guardare un volto, che restituisce la conoscenza delle principali
espressioni e dei caratteri peculiari di una persona. Anche queste
presentazioni ci faranno incontrare il volto di un libro e insieme quello
del suo autore. Presentare equivale anche a declinare al presente, al qui e
ora, gli infiniti argomenti legati all’arte della scrittura.La presenza in
sala dell’autore è dunque un’occasione per collocare il pubblico in una
inedita postazione, aggiuntiva rispetto alla lettura del libro. Conoscere le
premesse dalle quali quel testo nasce, gli intenti dai cui lo scrittore è
partito per costruirne l’impalcatura, offre un importante arricchimento di
senso. Quando si diffuse il termine italiano “Frontespizio”, agli inizi del
XVII secolo, le pagine di apertura di un libro contenevano, oltre ai nomi e
ai titoli, anche un’architettura di immagini: colonne e timpani, figure
allegoriche e oggetti simbolici erano disegnati e incisi a decorazione e
viatico di quelle porte d’ingresso al testo.” Massimo Pulini

Tutto il programma di “Frontespizio4. Piccola rassegna di libri nuovi” su
http://www.museicomunalirimini.it/mostre_eventi/agenda/pagina1003.html

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