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Rimini, Gennaro Mauro: “Occorre recuperare le imposte non pagate”

Una dichiarazione di Gennaro Mauro del Movimento Nazionale per la Sovranità, sull’evasione delle imposte comunali:

Sono convinto che quello Andrea Gnassi non è riuscito a fare con i governi di centrosinistra negli ultimi cinque anni, riusciremo a farlo noi del centrodestra riminese in pochi mesi con il nuovo governo Lega-Cinque Stelle. 

Chi evade in modo sistematico deve vedersi la licenza commerciale stracciata e i proprietari dei locali dove viene svolta l’attività imprenditoriale devono cautelarsi con polizze fideiussorie perché dovranno essere chiamati in solido al pagamento delle tasse comunali.

Il fenomeno dei furbetti evasori totali della Tari e altri tributi locali va debellato immediatamente.

La visione dei tabulati relativi ai nominativi degli evasori totali per gli anni 2016 e 2017 mi ha lasciato sbalordito. Sarei tentato a rendere pubblici i nominati, ma la legge italiana paradossalmente in base ad una presunta violazione della privacy non ne consente la diffusione.

Certo ci vogliono modifiche legislative, e noi del centrodestra ci faremo attivi promotori, ma ciò non può essere una scusa perché a Rimini si resti a guardare.

Troppo poco è stato fatto in questi ultimi anni da parte dell’amministrazione comunale. Bisogna creare una lista nera degli evasori totali per più anni per sottoporli a controlli spietati da parte di tutti gli organi di vigilanza presenti sul territorio, per accertare eventuali irregolarità fiscali, di occupazione dei lavoratori, di sicurezza e igiene, di corretta applicazione della tassa di soggiorno.  Questo è l’unico linguaggio che i furbetti comprendono.

Nelle casse comunali ogni anni vengono a mancare diversi milioni di euro a causa di tantissimi imprenditori “allergici” al pagamento della tassa dei rifiuti (TARI). Tutto ciò si riverbera nell’aumento della tariffa che pagano solo gli onesti cittadini ed imprenditori, mentre proliferano centinaia furbetti che indisturbati proseguono le proprie attività aziendali senza pagare dazio.  Non parliamo di imprenditori che in un momento di difficoltà non pagano il tributo oppure lo pagano parzialmente, a Rimini ad esempio ci sono 143 strutture alberghiere che non hanno versato un solo euro in due successivi anni facendo venire meno entrate per 2.230.000 euro; si è passati da 171 evasori totali del 2016 a 211 del 2017, e sicuramente i dati relativi all’anno 2018 saranno ancora peggiori. In altre settori di attività le cose non vanno meglio, ci sono tantissime attività dove pur in presenza di richieste di pagamento di poche centinaia di euro i furbetti sono diverse centinaia. Bisogna cambiare registro”.

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