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Rimini, “Gli effetti collaterali dell’accordo nel Pd”

“….vogliamo replicare anche a Rimini quel che è successo a Riccione, Cattolica, Bellaria, Coriano e in tante città del nostro Paese? Vogliamo aprire un cratere nel Centro Sx in cui il primo a finirci dentro sarà la vincitrice o il vincitore delle primarie? Esiste un’alternativa diversa dall’andare avanti sui progetti in corso e metterci al lavoro per affrontare i nuovi problemi, le nuove necessità dalla pandemia in corso? ….siamo fermamente convinti che se stiamo uniti possiamo superare le difficoltà e la complessità dei problemi che abbiamo di fronte… l’unità che invochiamo non può che attuarsi nella ricerca di una candidatura condivisa o da un accordo tra i due autocandidati alla carica di sindaco” Gennaio 2021.

Dopo sei mesi il “candidato condiviso” non si è trovato. L’accordo SÌ!
A chi si è dimenticato, a chi non ha capito o voluto capire, rinfreschiamo la memoria ripubblicando alcuni passaggi del documento “NO alle primarie” del Circolo di via Euterpe. Dal quale poi è stato mutuato un appello sottoscritto da una trentina di intellettuali della nostra comunità: “noi sottoscritti lanciamo un appello (….) affinchè ci si confronti sui contenuti di un programma aperto al contributo di tutti, lavorando altresì ad una candidatura condivisa con conseguente approdo alle primarie come ultima spiaggia”.

A chi non ha valutato cosa potesse significare non solo per il Pd, ma per l’intera coalizione, l’assenza di questo accordo, consigliamo di rifletterci su. Magari rileggendo ciò che ho scritto esattamente una settimana fa.
A chi dice che “questo è un accordo sbagliato nel metodo e nel risultato, imposto da Roma sulle testa dei riminesi , che con questo accordo il Pd ha scelto di non scegliere” segnaliamo che per ben sei mesi ci siamo battuti per realizzarlo, evitando conte, veleni, scontri… Sì, ci siamo battuti al limite del “patetico”. Presentando un odg nella penultima Direzione comunale come estremo tentativo per non precipitare nel baratro dei ricorsi, dei controricorsi dei legali e dei Non legali delle due “parti”, delle carte bollate evocate e minacciate… passando così i 100 giorni che ci stanno davanti a discutere di norme statutarie, regolamenti, pareri delle Commissioni di Garanzia. Con il Pd Sgretolato e la politica riposta in soffitta!
E questo sarebbe “decidere di non decidere” ?

No, no e poi ancora no! Questo significa decidere eccome! Questa è una decisione partorita con passione, tensione e sofferenza tenute con grande difficoltà sotto il controllo della razionalità! Per dirla con una frase fatta questa è una decisione “fatta di sangue e di merda”, come la politica spesso dispensa. Lo sappiano gli “inconsolabili vedovi delle primarie” , le “belle e candide anime” dentro e fuori dal Pd..

Nondimeno, come ogni decisione ha i suoi “effetti collaterali”, i suoi limiti. Alcuni li vediamo già adesso. Altri ne vedremo in futuro. Tra i primi, per dimensioni, rincrescimento e sconcerto, brilla “io corro da sola” della Lisi. Ho letto con attenzione e più di una volta il suo documento diffuso sulle onde del nostro mare. Lo dico con la stessa sincerità con cui mi sono rivolto ad Emma. Trovo giusto che una donna brava e competente si proponga alla guida della città. Sulle modalità e sui contenuti qualcosa da ridire ce l’ho! Giovedì 15 l’annuncio e venerdì 16 il colloquio con il sindaco. Per informarlo. L’ha detto lei… Va beh che Andrea viene a sapere il giorno dopo anche degli esposti fatti dai suoi assessori alla procura… Però non va bene. C’è qualcosa che non torna in tutto questo. Che con la politica credo abbia poco a che fare. E’ un’ipotesi, niente di più… Pensate a Jamil, alle difficoltà che dovrà affrontare dentro e fuori (se ovviamente vincerà) la campagna elettorale.10 anni passati insieme nel reciproco rispetto e considerazione. Poi una “botta” del genere?. Mahh!

Quanto ai contenuti programmatici, mi cogliesse un malore (e non scherzo) se ce ne fosse uno da cui dissentire! Ma mica è finita qui: “La pandemia comporta guardare al futuro con occhi diversi, occorre uno sguardo ineluttabilmente NUOVO, DIVERSO e per questo abbiamo bisogno di uomini e donne che sappiano leggere e programmare una nuova società, fatta di nuovi bisogni e di nuove esigenze…” Parole scritte nel documento dell’ex vice-sindaca. Non quelle che la Petitti ha preteso all’interno dell’accordo sottoscritto con Sadegholvaad, come onore delle armi prima di mettersi da parte. Parole sostanzialmente equivalenti a quelle del documento Lisi… E c’è ancora dell’altro… Io non conosco “la tibetana”, ma so che è persona capace, competente che ha maturato la sua autorevolezza facendo del dialogo e del confronto i suoi punti di forze e affrontando problemi nei settori “complementari” a quelli della Lisi. Banalizzando il ragionamento possiamo dire che la Bellini è un avatar della Lisi. O il contrario se preferite. Che da giovedi ne registrerà la contrapposizione. Su che? Su quali contenuti per capirci? Una genialata insomma, della serie facciamoci del male…ri-mahh!

Altro effetto collaterale dell’accordo aver deciso tutto in casa-Pd e comunicato l’esito ai membri della coalizione. In primis Coraggiosa. Che non l’ha presa bene (giustamente), così come gli altri. Che dire, se non ricordare a tutti gli alleati che meglio di così non siamo riusciti a fare? Abbiamo rischiato di saltare per aria. Abbiamo rischiato di implodere. E’ un grande risultato quello ottenuto con questo accordo. Vista la situazione in cui eravamo, era difficile far di meglio. Spero che ci facciamo perdonare lungo il percorso che ci sta di fronte. Le occasioni, ne sono più che convinto, non mancheranno!

Concludo evidenziando un limite di questo benedetto accordo: la politica delle alleanze. Molti di noi sono convinti che senza l’appoggio dei 5S, o parte di essi, non ci siano i numeri per vincere. Ho detto molti. Non tutti, dentro e fuori dal Pd. E questo è un problema, un serio problema. Ma anche dall’altra parte, mi riferisco ai 5S, non è che tiri un’aria migliore. La rottura a Cattolica, la permanenza di una deleteria e sconcertante visione del Pd, sia da parte di alcuni dirigenti, sia di una parte dalle base del movimento, non aiuta il lavoro politico che sarà necessario fare nei prossimi giorni.

Potremmo consolarci dicendo che se noi ci siamo incasinati non poco, il Centro destra è riuscito e sta riuscendo a fare di peggio. Chissà perché però questo non mi rende felice più di tanto. Tantomeno mi rincuora!

Giorgio Grossi

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