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Rimini, Hera: primo meeting del progetto Saferplaces

Nei giorni scorsi si è svolto a Rimini nella sede di Hera il primo meeting internazionale del progetto SAFERPLACES (letteralmente ‘’luoghi sicuri’’), nato per mettere in rete gli stakeholder e migliorare le strategie e i piani di riduzione del rischio di disastri dovuti ai cambiamenti climatici. 

Cambiamenti climatici che rappresentano una sfida reale e per contrastare gli eventi estremi che, sulla base delle previsioni, colpiranno sempre più frequentemente le nostre città, pertanto, è necessario promuovere conoscenze e misure in materia di mitigazione e adattamento, a tutti i livelli, nazionale, regionale e locale.

E’ in questo contesto che nasce il progetto SAFERPLACES, finanziato da EIT Climate-KIC, una comunità che riunisce più di 180 soggetti – università, enti di ricerca, imprese e amministrazioni – in Europa, creata nel 2010 dall’Istituto Europeo di Innovazione e Tecnologia, e che vede la partecipazione di GECOsistema come coordinatore del progetto, l’Università di Bologna (DICAM), il CMCC (Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici) e altri partner internazionali.

L’area urbana del Comune di Rimini è stata selezionata come potenziale caso di studio da sviluppare durante i prossimi tre anni di vita del progetto e per farlo verranno coinvolti i principali attori territoriali, quali Comune, Consorzio di Bonifica, CNR, Agenzia Regionale per la sicurezza territoriale e la Protezione Civile, Hera, al fine di condividere nella progettazione le esigenze specifiche degli utenti finali. 

A differenza degli approcci che affrontano i cambiamenti climatici con l’obiettivo principale di ridurre le emissioni di gas serra (CO2 in primis), SAFERPLACES si concentra sull’atteggiamento delle comunità rispetto alle modifiche ambientali che verranno, attraverso l’individuazione di nuovi comportamenti e misure e promuovendo la sicurezza.

Il progetto contempla, quindi, l’individuazione di una strategia locale di adattamento ai cambiamenti climatici che ne valuti gli impatti ambientali, sociali ed economici, al fine di costruire città resilienti, con la finalità inoltre di determinare una metodologia e un percorso comune replicabile anche in altri contesti urbani.

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