Home > Cronaca > Rimini: hotel usati per evadere il fisco, Gdf scopre frode da 14 mln (video e intercettazioni)

Rimini: hotel usati per evadere il fisco, Gdf scopre frode da 14 mln (video e intercettazioni)

Evasione fiscale, frode all’Inps, riciclaggio e autoriciclaggio dei proventi derivati dalle somme eluse al fisco. E poi sequestri su beni per 14 milioni di euro, beni tra cui figurano anche sette hotel a cui sono stati posti i sigilli, in particolare uno di questi con situato a Marina Centro, la vetrina del lungomare riminese.  E’ un vaso di Pandora del settore alberghiero quello scoperchiato dalla Guardia di Finanza di Rimini nel corso dell’Operazione Calypso condotta negli ultimi 12 mesi di concerto con la Procura di Rimini e conclusasi alle prime ore dell’alba di oggi mercoledì 2 ottobre. I primi accertamenti, tuttavia, erano partiti già nel 2016. E gli indagati ne avevano anche avuto sentore, come emerge dalle intercettazioni: “Da domani potrei diventare improvvisamente povero…nullatenente…non so se sarò libero di stare a casa o se mi schiaffano in galera…”, dice uno dei personaggi coinvolti. E ancora: “problemi, quelli che ti avevo accennato…sono sfociati in cose un po’ più…non voglio, non possiamo parlarne per telefono…sono peggiorate…sono molto peggio di quanto pensassi!”.

Undici gli indagati, 2 le persone finite in carcere in virtù di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Benedetta Vitolo, quattro le persone finite agli arresti domiciliari per la stessa ordinanza, che ha sottoposto altre cinque persone all’obbligo di firma.  Una delle persone coinvolte è un pubblico funzionario che lavorava all’Agenzia delle entrate fornendo un vero e proprio servizio di consulenza al sodalizio criminoso composto da un  nucleo familiare originario del Molise. Al vertice un sessantenne Mauro D’Amico e il figlio 35enne Nicola, fratello del pubblico funzionario dipendente dell’Agenzia delle entrate Ercole. E infatti uno dei reati contestati riguarda anche l’accesso abusivo a reati informatici. Questa mattina le fiamme gialle hanno vistato almeno due hotel: l’Esedra in piena Marina centro e il Mexico a Torre Pedrera.

Stando a quanto emerso dalle indagini l’associazione a delinquere  di hotel ne controllava 7 (5 in gestione e 2 addirittura di proprietà) che nel periodo compreso dal 2011 al 2017 si avvalevano di società, 47 in tutto, che venivano chiuse o trasferite in Albania in prossimità delle scadenze fiscali e della fine della stagione turistica, ovviamente dopo averle svuotate di ogni bene. Le società venivano intestate a prestanome, tutti nullatenenti, pregiudicati e addirittura in alcuni casi, anche a persone recluse in carcere. Il tutto con un solo obiettivo:  rendere inefficace qualsiasi procedure di fallimento o riscossione coattiva.

Dodici delle quarantasette società create ad hoc dai criminali sono risultate completamente sconosciute al fisco. In questo caso erano state infatti completamente omesse le dichiarazioni dei redditi e dell’Iva. Ma c’è di più, perchè a non essere stata mai versata è stata anche l’imposta di soggiorno, per un totale i 150.000 euro. Per quanto riguarda l’iva non versata le cifre parlano di 750.000 euro, per quel che riguarda l’ires 2 milioni di euro, le somme oggetto di riciclaggio 3 milioni di euro i contributi previdenziali evasi 2 milioni e 200 Mila euro. In particolare i proventi e gli arricchimenti erivati per svariati di milioni di euro derivati dalla maxi evasione venivano riciclati anche ai danni dell’I.N.P.S., attraverso la compensazione di falsi crediti fiscali.

Nel corso dell’operazione sono state effettuati 16 atti di perquisizione, 40 intercettazioni telefoniche oltre all’analisi dei flussi finanziari su decine dei conti correnti  e altri rapporti finanziari. Trentanove gli interventi ispettivi di polizia economico finanziaria.

A esprimere soddisfazione per l’operazione compiuta dalla Finanza e dalla Procura è stata Mattia Vittoria Pennestrin direttrice della sede INPS provinciale: “In un contesto socio economico in rapido cambiamento cambia anche il modus operandi dei criminali. E’ importnate rafforzare l’atteggiamento predittivo di certi comportamenti”

Oltre agli arresti, il GIP di Rimini ha altresì disposto, nei confronti degli indagati, relativamente a 32 delle società coinvolte, 6 delle quali tuttora attive nella gestione di 7 hotel, il sequestro di beni immobili (tra i quali due strutture alberghiere), beni mobili, conti correnti e ogni altro tipo di disponibilità finanziaria, per un complessivo valore stimato pari a 14 milioni di euro.
L’operazione ha già consentito di segnalare all’INPS e di far attivare il recupero di indebite prestazioni contributive per oltre 2 milioni di euro.

A complimentarsi con i finanzieri è stata anche la presidente dell’Aia Patrizia Rinaldis: “Un plauso alla Guardia di Finanza di Rimini per questa operazione che contribuisce a fare un po’ di pulizia e difendere chi lavora onestamente. Questi non sono nostri albergatori. Oggi arriva un segnale importante e incoraggiante per gli imprenditori sani che hanno dovuto subire a concorrenza di proprietari sleali”

Il video girato dalla Guardia di Finanza di Rimini:

Scroll Up