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Rimini, i corsisti del Summer Camp a Ecomondo e al Fuorisalone di Basta Plastica in Mare

Il Summer Camp di fine agosto 2021 “La Natura del Mare – idee e azioni per l’ecosistema marino”, protagonista della quarta edizione di FUORISALONE Ecomondo. È dal 2018 che l’associazione Basta Plastica in MARE organizza eventi di promozione sociale sul tema del mare in coincidenza con la fiera divenuta punto di riferimento per la transizione ecologica. Quest’anno l’occasione è tracciare un bilancio ragionato sulla prima edizione del Summer Camp, guardando avanti con determinazione e concretezza, per conferire al mare un’unica voce alta e forte, soprattutto libera da interessi di settore: una centralità culturale a vasto raggio che in Adriatico non può che partire dalla Romagna.

Un approfondimento che si sta facendo insieme ai promotori: Piano Strategico/Rimini Venture, Visit Romagna, UniRimini e Campus di UniBo, ai Comuni di Rimini, Riccione e Cattolica, ma anche alle Università partner – Bologna, Ferrara e Urbino Carlo Bo – e ai corsisti che vi hanno partecipato.

Venerdì 29 ottobre, nella prima parte della giornata, gli studenti che hanno frequentato il corso intensivo multisciplinare ‘La Natura del Mare’ (dal 25 al 27 agosto scorsi) saranno in visita tra i padiglioni della Fiera di Rimini. A far loro da guide due esperti d’eccezione come Enzo Favoino, coordinatore del comitato scientifico di Zero Waste Europe, e Franco Borgogno, presidente di Ocean Literacy Italia, nonché presidente onorario di Basta Plastica in Mare’, entrambi già coinvolti come formatori durante le lezioni estive. Dalle 17, al Cinema Teatro Tiberio di Borgo San Giuliano, la proiezione in prima assoluta del docufilm ‘The Story of Plastic’, per la regia di Deia Schlosberg (ingresso gratuito fino a esaurimento posti). Nel corso del pomeriggio avrà luogo anche la cerimonia di conferimento degli attestati di partecipazione agli iscritti della prima edizione del Summer Camp.

Sabato 30 ottobre si passerà ai fatti: nella spiaggia protetta del San Bartolo di Fiorenzuola di Focara (dalle 10 alle 17) è in programma una doppia azione carica di significati. Mentre in mare prenderà il largo l’esortazione ecologica degli econuotatori, in testa Eleonara Tagliaventi campionessa di nuoto di Cattolica ed Enzo Favoino, il più autorevole esperto sulla plastica oltre che nuotatore in acque gelide, sulla spiaggia si procederà a un massiccio intervento di cleanup coi volontari provenienti da due regioni. Insieme a Basta Plastica in Mare interverranno infatti i Gruppi di Greenpeace di Rimini e Pesaro. Nel mirino la richiesta di tutti i frequentatori della spiaggia del Parco Naturale per la grande quantità di calze/reti che vengono scaricate da un esteso allevamento di mitili presente in quella che dovrebbe essere un’area marina protetta.

“La tanto evocata ‘transizione ecologica’ non può che basarsi su conoscenza e prevenzione. Motivo per cui siamo anche noi stanchi di bla bla bla, così come Greta – dichiara Manuela Fabbri, presidente Basta Plastica in Mare – Per fermare l’abbandono in mare dell’enorme quantità di calze/reti di plastica utilizzate con questo metodo per allevare le cozze, in uso solamente in Italia da 40 anni, metodo che sta provocando danni irreversibili al mare, l’associazione sta organizzando un pool di avvocati volontari specializzati per valutare azioni legali. Alle assessore Priolo e Frisoni nell’incontro di martedì 26 ottobre abbiamo chiesto di esercitare il controllo sulle concessioni demaniali rilasciate agli allevatori e capire, come in altri mari stanno facendo, quali trasgrediscano alle leggi sul mare e sulla dispersione dei rifiuti. Ci stiamo comunque, purtroppo, dovendo orientare a presentare denuncia per reato ambientale – continua – Lo stesso prof. Marcello Di Paola, nella lectio magistralis di filosofia della sostenibilità con la quale in agosto ha aperto i lavori del Summer Camp, ha insistito sulla necessità di ripristinare un approccio sia etico che legale all’ambiente. Ed è quello che intendiamo fare. L’esperienza intrapresa ci conferma quanto serva un organismo allargato finalizzato a farsi portavoce dei diritti del mare. Quello per cui stiamo lavorando ora, speriamo anche grazie all’interesse dell’Europa, è che l’Università del Mare quale centro di ricerca si diffonda da Rimini e dall’Emilia-Romagna, data l’esperienza già maturata anche col sistema fognario avanzato e il PSBO”.

“Oltre al patrocinio delle tre Università partner, il progetto è già stato capace di coinvolgere docenti, ricercatori ed esperti provenienti da otto diversi atenei e sette fra istituti, centri di ricerche marine e musei del mare, insieme al Consiglio Nazionale delle Ricerche e a referenti di primo piano – riepiloga Marco Zaoli, coordinatore del comitato scientifico del Summer Camp – In tutti, tra utenti e docenti, ha suscitato particolare entusiasmo l’approccio multidisciplinare alla formazione. Gli stessi studenti hanno chiesto di continuare a partecipare e a collaborare alle prossime attività di Basta Plastica in Mare. Data la già autorevole piattaforma rappresentativa accademica da Trieste a Bari, che ha coinvolto anche il Museo del Mare di Messina con Carmelo Isgrò e l’Università di Palermo con Di Paola, il consenso è unanime intanto per promuovere un master. Verificheremo a breve con i titolari delle università patrocinanti se dall’esperienza già fatta possa partire una rete diffusa per dar vita a un organismo multisciplinare che abbia quale missione la tutela de la Natura del Mare a 360°”.

“Un bene che la nostra associazione sia al lavoro sulle prospettive professionali di noi giovani – aggiunge Edoardo Carminucci, vice presidente Basta Plastica in Mare – Crediamo che il progetto dell’Università del Mare abbia pieno titolo per essere inserito nel percorso del Next Generation UE. Per il 2022 stiamo lavorando su due possibili fasi di sviluppo de ‘La NATURA del MARE’. Summer Camp a fine giugno e master a partire dall’inizio del nuovo anno accademico: dal nostro territorio e dalle nostre menti, come spesso accade, noi giovani siamo certi partirà un progetto avanzato e lungimirante”.

‘Master in Scienze per la Salute del Mare e dei suoi habitat, costieri e marini’, il titolo definito nel corso dell’incontro, ospitato al Laboratorio Aperto (Ala Moderna del Museo), tra i principali promotori del progetto.

All’incontro ha partecipato attivamente, con proposte concrete, l’assessora regionale all’Ambiente Irene Priolo, che sta seguendo da vicino l’evoluzione della proposta: “La Regione sta investendo molto sull’ambiente. Per quanto riguarda il mare in particolare è impegnata in una grande campagna di ascolto, da cui vorremmo poi discendesse un Patto per la Costa. L’obiettivo di dare avvio ad un master dedicato al mare va seriamente approfondita anche in prospettiva del Piano nazionale di Ripresa e Resilienza – ha sottolineato nel corso dell’incontro – proprio perché nasceranno nuove professionalità e ci sarà quindi necessità di formazione”.

Concorde l’assessora comunale di riferimento Roberta Frisoni: “Con il PNRR dovremo essere pronti a intercettare investimenti di tipo materiale ma anche immateriale, facendo squadra al meglio. Tenendo conto poi che il progetto nasce qui, a Rimini, come Comune continueremo ad affiancare il percorso intrapreso dal network Basta Plastica in Mare, augurandoci che il master dedicato al mare e alla tutela della sua salute possa trovare sede proprio nella nostra città”.

“La NATURA del MARE è un progetto che trae origine da una grande consapevolezza – ha aggiunto Valentina Ridolfi, project manager dell’Agenzia Piano Strategico – La sfida ambientale che stiamo attraversando e che avremo di fronte nei prossimi anni si può vincere solo, oltre che tutelando il nostro patrimonio, con la conoscenza e con la scienza: il che presuppone formazione, ricerca e sperimentazione”.
Chiara Astolfi a nome di Visit Romagna ha dato suggerimenti operativi sulla identificazione dell’utenza attraverso le iniziative già in essere di Destinazione Romagna confermando l’intenzione di proseguire a fare sinergia con focus la salute del mare: “Restituire centralità al mare è interesse di tutto il territorio, un obiettivo su cui è necessario far fronte comune. E il Riminese può e deve proporsi quale promotore di questa battaglia culturale”.
“Occorre però un cambio di approccio – ha insistito, concludendo, Franco Borgogno – affinché il tema ambientale diventi premessa a tutti gli altri temi amministrativi. Sulla sostenibilità occorre ragionare a priori rispetto a qualsiasi programmazione”.

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