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Rimini, i sindacati: “Giusta la costituzione dell’osservatorio sui frontalieri”

In relazione alle recenti dichiarazioni dell’Assessore regionale dell’Emilia Romagna Emma Petitti, sulla necessità che si proceda celermente alla costituzione dell’osservatorio bilaterale sul fenomeno del lavoro frontaliero tra Italia e San Marino, i coordinatori nazionali Giuseppe Augurusa, Luca Caretti e Pancrazio Raimondo, rispettivamente responsabili di CGIL, CISL e UIL “Esprimono vivo apprezzamento per la determinazione e la celerità con la quale l’Amministrazione Regionale, unitamente alla Provincia di Rimini, ha accolto e deliberato la proposta delle organizzazioni sindacali per il tramite del Consiglio sindacale interregionale (organismo bilaterale costituito tra le sei OO.SS. dei rispettivi Paesi, riconosciuto dalla CES), dimostrando fattivamente la volontà di affrontare il complesso tema dei lavoratori che, residenti in un Paese e lavoratori in un altro, sono quotidianamente sottoposti a due ordinamenti statuali sui temi: fiscali, del mercato del lavoro, della sicurezza sociale. Una questione – prosegue la dichiarazione delle organizzazioni sindacali – che qui come altrove, richiede un salto di qualità nella strutturazione del sistema delle relazioni e nella qualità delle soluzioni individuate. A tal proposito, auspicano che la formazione del nuovo Governo di San Marino consenta, tra l’altro, la definizione in tempi certi dello strumento di dialogo internazionale, i responsabili nazionali del la categoria sottolineano come lo stesso si possa collocare nella rete degli osservatori già costituiti nei luoghi di confine, in particolare lungo l’arco alpino, parimenti costituiti nel corso dell’ultimo anno. Tale prospettiva, oltreché costituire un’occasione di lavoro comune lungo le frontiere del nostro Paese – concludono nella dichiarazione i rappresentanti sindacali dei frontalieri – attraverso la condivisione delle buone prassi, consentirebbe di vederci pronti di fronte alla nuova programmazione Interreg finanziata, utile anche ai Paesi limitrofi all’Unione Europea”.

CGIL CISL e UIL Nazionali Frontalieri

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