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Rimini, il cittadino bengalese positivo al Covid non ha soggiornato in città

Il cittadino bengalese che ha violato l’isolamento domiciliare viaggiando tra Roma e la Romagna non ha soggiornato a Rimini ma a in Comune del Ravennate. A Rimini è invece transitato per raggiungere la località del ravennate scendendo in stazione e prendendo un taxi.

Anche Ausl Romagna ha diramato la notizia.

“In merito al caso del cittadino rientrato dall’estero ricoverato ora a Roma con diagnosi di Covid, si precisa che il paziente era in isolamento domiciliare in un comune della provincia di Ravenna in quanto rientrato dal suo Paese di origine. Nonostante l’assenza di sintomi, in vicinanza della fine della quarantena, è stato effettuato un tampone risultato poi positivo. Il paziente risulta si sia allontanato dalla propria residenza il 7 luglio: l’Igiene Pubblica ha subito attivato le Forze dell’Ordine per la ricerca. Il paziente è stato quindi individuato a Roma e al momento sulla scorta degli elementi in possesso dell’Ausl non risultano collegamenti con Rimini”.

Sulla notizia è intervenuto anche il sindaco Andrea Gnassi.

“Sul tema Covid 19 – attacca Gnassi -un conto è la sicurezza e la trasparenza, elementi sui quali nessuno può dire nulla verso la Provincia di Rimini. In primavera abbiamo assunto ordinanze restrittive con l’intento di contrastare con più forza il virus per tutelare al massimo la salute dei residenti e consentire una riapertura in piena sicurezza agli ospiti. Un altro conto sono notizie che se distorte e non verificate rischiano di danneggiare tutto il territorio e un intero comparto economico. È il caso accaduto oggi con Rimini tirata in ballo senza alcun riscontro oggettivo innuna vicenda spiacevole. Qui ho postato il comunicato ufficiale dell’Ausl Romagna che mette in fila i fatti per come sono. Spero e credo che i media si attengano a quelli: mi appello a responsabilità e deontologia. Ma sia chiara una cosa: se accadesse che fatti verificati fossero stravolti, tuteleremo in ogni sede il territorio, le comunità, i suoi lavoratori e le sue imprese. Non si può scherzare su queste cose. Totalmente irresponsabile e meritevole di punizione chi se ne frega delle disposizioni prese per tutelare la salute. Ma anche irresponsabile chi, senza aver proceduto ai necessari approfondimenti, scrive cose sostanzialmente inesatte o del tutto inventate”.

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