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Rimini, il “Festival del Mondo Antico” torna per unire passato e presente

Cosa unisce il taglio di capelli sfoggiato da Carlo V appena sbarcato in Italia nel 1529 al lungo tavolo al quale Putin ha fatto accomodare i suoi ospiti durante le recenti visite diplomatiche? E cosa lega l’aquila simbolo dell’età di Augusto con il bombardamento virale delle immagini social di politici e influencer? O, ancora, cosa vi è in comune tra una tela posta sull’altare di una chiesa del Cinquecento e gli atteggiamenti pubblici magniloquenti di Napoleone?

Ciò che fonde tutti questi esempi è una necessità molto precisa: quella di raccogliere il consenso di chi osserva, sia esso un popolo da governare, un pubblico da intrattenere o i fedeli da stimolare. Ottenerne il favore, quindi, per condividere la propria visione del mondo o, semplicemente, le proprie idee, con la prospettiva di mantenere questo “sentire assieme” il più a lungo possibile.

A questa accezione plurima del “consenso”, tra potere e propaganda, è dedicato il Festival del Mondo Antico, lo storico appuntamento culturale riminese che dal 6 al 31 luglio ritorna ancora una volta per unire il passato al presente, l’antico al contemporaneo.

Archeologi, storici, intellettuali e giornalisti si divideranno tra l’Arena Francesca da Rimini e il Lapidario del Museo della Città nelle undici conversazioni serali e nelle sei presentazioni di libri all’ora dell’aperitivo; parallelamente, quattro serie di percorsi e di visite guidate tra museo e città consentiranno di conoscere al meglio la città antica e moderna, mentre le apprezzatissime iniziative didattiche del Piccolo Mondo Antico Festival offriranno a bambini e ragazzi occasioni di imparare giocando.

E, come da tradizione, ci sarà anche il Festival altrove, ovvero presentazioni di libri, passeggiate culturali nel territorio, attività per adulti e per i più piccoli promosse dai Comuni di Cattolica, Riccione, Santarcangelo, Savignano sul Rubicone e Verucchio.

Il fulcro dell’intera manifestazione saranno le conversazioni serali.

David Ekserdjian

Le notti della cultura di Rimini partiranno mercoledì 6 luglio alle ore 21 all’Arena Francesca da Rimini. Dopo i saluti istituzionali e un ricordo del fondatore del Festival Marcello Di Bella, da poco scomparso, i professori Giovanni Brizzi e Gino Bandelli si confronteranno sul Consenso nel mondo antico e i suoi riflessi nella modernità. Venerdì 8 luglio gli incontri serali cominciano alle 21.30 e, sempre all’Arena, sarà l’archeologo Paolo Carafa a raccontare l’affascinante figura dell’imperatore Augusto, legatissima al tema del consenso.

Mercoledì 13 Luglio il Festival si sposta al Lapidario del Museo della Città, dove i direttori dei Musei di Rimini e di Palazzo Madama a Torino, Giovanni Sassu e Giovanni C.F. Villa racconteranno il rapporto con le immagini e con la propaganda di due dei sovrani più importanti della storia: Carlo V e Napoleone.

Venerdì 15 Luglio è la volta della storica Maria Giuseppina Muzzarelli intrattenere il pubblico al Lapidario sul tema Come limitare i lussi e mantenere il consenso. Una testimonianza dal medioevo.

Domenica 17 luglio, invece, si toccano temi dell’attualità e della guerra in Ucraina: sarà il giornalista Roberto Zichittella, storica voce di Radio3 Mondo, a condurre un dialogo a tre voci con Micol Flammini, penna de “Il Foglio”, ed Elena Kostioukovitch, scrittrice russa, sulle strategie comunicative di Zelensky e quelle propagandistiche messe in atto dal regime putiniano.

Si torna in Arena per gli ultimi appuntamenti. Mercoledì 20 luglio un confronto tra due raffinati e originali intellettuali, Francesco Filippi e Lorenzo Pavolini, sarà l’occasione per raccontare le dinamiche del consenso, tra simboli ed esibizione del corpo, durante l’età fascista.

Al professor Ivano Dionigi, già rettore dell’Ateneo di Bologna, spetterà venerdì 22 luglio guidare l’uditorio alla comprensione dell’etimologia del consenso, con una conversazione dal titolo suggestivo Parole che uccidono, parole che salvano.

Domenica 24 luglio l’ospite d’onore sarà il grande giornalista, saggista e viaggiatore Paolo Rumiz. Traendo spunto dal suo ultimo libro, Canto per l’Europa, Rumiz si interrogherà sulle origini e sui valori dell’Europa in relazione al tema del Festival.

Tre giorni dopo, il 27 luglio, sarà la storia dell’arte la protagonista della serata con un altro ospite d’eccezione: lo studioso inglese David Ekserdjian, professore dell’Università di Leicester e tra i più grandi storici dell’arte del Regno Unito, che analizzerà il rapporto a tre che ha legato i committenti, il pubblico e i dipinti d’altare nelle diverse epoche storiche.

La chiusura è affidata il 31 luglio all’effervescente intelligenza del giornalista Filippo Ceccarelli, storica firma di Repubblica, che, in dialogo con Paolo Pagliaro, analizzerà Il consenso nella stampa italiana, oggi, concludendo con l’attualità il viaggio nel tempo della XXIV edizione del Festival del Mondo Antico.

La manifestazione è organizzata dal Comune di Rimini – Assessorato alla Cultura – Musei e culture extraeuropee, con la Società editrice “Il Mulino”, e si avvale del patrocinio della Regione Emilia-Romagna e della collaborazione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini.

In allegato il programma delle iniziative.

Info: antico.comune.rimini.it | festival.antico@comune.rimini.it

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