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Rimini, ex di Forza Nuova tinteggerà la sede di Arcigay

A processo per il finto funerale alle unioni civili organizzato dai militanti neofascisti di Forza Nuova  andato in scena nel centro di Cesena il 5 febbraio del 2017 in occasione della celebrazione della seconda unione tra persone dello stesso sesso celebrata in Comune a Cesena dall’approvazione del ddl Cirinnà ha chiesto e ottenuto la messa alla prova da parte del Tribunale di Forlì lo scorso ottobre.

Giovedì 13 febbraio, lui,  cinquantasettenne di Forlì, ex militante del movimento neofascista dissociaotosi dopo quei fatti (ma per Forza Nuova le motivazioni sono diverse) , ha già scontato parte dei lavori socialmente utili trascorrendo sei ore a tinteggiare le pareti del cimitero di Diegaro, frazione del Comune di Cesena. Domani, martedì 18 febbraio, dovrà fare la stessa cosa a Rimini alla sede dell’Arcigay, come chiesto dalla stessa associazione chi difende  i diritti Lgbt.

Come riporta il Corriere di Bologna i militanti forzanovisti sono coinvolti in due processi che riguardano entrambi iniziative organizzate per contestare l’approvazione del ddl Cirinnà. Due vicende diverse sfociate nel Palazzo di Giustizia in seguito alle denunce presentate da Arcigay tramite il legale Christina Guidi. La prima risale alla fine del 2016 e riguarda il coordinatore riminese Mirco Ottaviani. Parliamo dell’affissione di alcuni finti manifesti funebri che contestavano l’approvazione della legge che sanciva l’introduzione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso. La seconda, come detto riguarda il corteo del 5 febbraio. Alla sbarra sono finite 11 persone. Entrambi i procedimenti si stanno avviando ora, dopo più di tre anni, alla  fase finale.

Per quel che riguarda il processo relativo ai fatti del 5 febbraio è significativa la discrepanza tra la testimonianza dei poliziotti in servizio quel giorno e due invitati alla festa della coppia gay ricevuta in Comune. I primi sostengono che il corteo fosse stato silenzioso i secondi che i militanti neofascisti abbiano sbeffeggiato con urla e schiamazzi la coppia, una volta uscita dal Comune.

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