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Coronavirus a Rimini, in 200 in piazza contro i dpcm: “Mattarella dimissioni subito”

Non neghiamo l’esistenza del virus crediamo che l’emergenza sia stata mal gestita dal governo e dalle istituzioni“. La manifestazione di Piazza Cavour, al centro di accese polemiche nelle ultime settimane è andata in scena scandita da questo refrain, ripetuto più volte dal palco improvvisato sotto il Palazzo dell’Arengo. Dal primo pomeriggio, come annunciato, sotto la pioggia battente si sono ritrovate più di 200 persone ombrello alla mano per protestare contro le misure restrittive introdotte dal Governo per contrastare l’avanzata del virus in Italia. Dal lockdown di marzo ai recenti decreti firmati dal Premier, di cui negano l’utilità.

Romagna per la costituzione” lo slogan dell’iniziativa che ha raccolto l’adesione di molte sigle vicine ai movimenti no vax ma anche stop 5 g. Per gli organizzatori le misure restrittive “ledono i principi e le libertà garantite da quel documento“.

E non solo i manifestanti hanno respinto l’etichetta di “negazionisti del virus” ma anche quella di “no mask“. Fino a prova contraria la maggior parte delle persone presenti indossava la mascherina, qualcuno dimenticandosi di coprire il naso e altri anche la bocca, ma premesso che l’accordo stabilito con Prefettura e Questura parlava chiaro: la manifestazione sarebbe stata sciolta senza corretto rispetto delle regole vigenti che impongono il distanziamento tra le persone e l’utilizzo dei dispositivi di protezione. Non è mancato chi ha sgarrato, come un signore di mezza età che poco prima dell’inizio del raduno ha sfilato di fronte ai Carabinieri senza mascherina con il risultato di essere subito multato e allontanato. Nel mirino è finito anche qualche giornalista, ripreso a vista con le telecamere degli smartphone di alcuni manifestanti durante le interviste.

Nel corso del pomeriggio sono comunque volati stracci nel corso degli interventi contro il sindaco di Rimini Andrea Gnassi, che al comitato Provinciale per la sicurezza e l’ordine pubblico aveva invocato l’annullamento della manifestazione. “Si vergogni per i dati che parlano delle reazioni avverse ai vaccini in Emilia Romagna“, un chiaro attacco relativo al pugno di ferro introdotto qualche anno fa dall’amministrazione comunale contro i genitori che avevano scelto di non vaccinare i figli in età scolare.

Preso di mira anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella con alcuni cartelloni che ne invocavano le dimissioni.

Rifiutiamo l’idea della vecchia normalità basata sul “produci, consuma, crepa“, ha detto dal palco Loris Falcioni, uno degli organizzatori della manifestazione. “Il lockdown è ingiustificabile se guardiamo i numeri ufficiali di contagi e se pensiamo al fatto che ora ci sono cure rispetto a marzo. E’ assurdo dover richiudere tutto di nuovo“. Nel mirino delle persone scese in piazza “le misure restrittive ingiustificate e le chiusure. Servono ristori economici per le persone in difficoltà“. Mentre c’à chi sussurra che “non ha senso come stanno facendo, chiudere gli ospedali per il Covid”.

 

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