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Rimini, incontro pubblico su Bolkestein e lavoratori stagionali

L’iniziativa intersindacale, promossa da Usi/Usi-Cons Rimini e Slang-Usb Rimini si terrà sabato 30 aprile alle ore 17.00 in Piazzale Kennedy con i seguenti relatori:
– AVVOCATO STEFANO BIAGINI / Coordinamento Nazionale Mare Libero
– FRANCESCO BUGLI / Mai più sfruttamento stagionale Usb
– STEFANO LUCCHI / Usi Usi-Cons
Bolkestein e rinnovo concessioni: quali saranno le prospettive per l’interesse collettivo e quale il destino di migliaia di lavoratori?
“Le concessioni nel loro versante di «marittime, lacuali e fluviali, per finalità turistico-ricreative» dovranno essere rimesse a gara entro il 31 dicembre 2023, data in cui andranno a scadenza le attuali. Le linee guida della nuova riforma sono state varate dal governo Draghi, nel nuovo decreto concorrenza, e ci aspettiamo un dibattito parlamentare molto feroce in cui la lobby dei balneari metterà in campo tutti i suoi legami politici per, gattopardescamente, far si che tutto cambi per non cambiare nulla.
Si recepisce, in sostanza, la direttiva europea Bolkestein del 2006 che impone una liberalizzazione delle concessioni nel settore turistico, mettendo virtualmente in concorrenza i piccoli capitali italiani con il capitale transnazionale; la nostra preoccupazione va ovviamente a tutti quei lavoratori e lavoratrici stagionali che saranno coinvolti nel processo.
Abbiamo visto recentemente gli esponenti del partito democratico emiliano-romagnolo scendere in piazza insieme alle associazioni datoriali dei balneari, sposandone le parole d’ordine. Crediamo sia profondamente problematico che chi dovrebbe tutelare l’interesse pubblico scenda a fianco di una vera e propria lobby che da decenni fa il bello e cattivo tempo sul suolo pubblico.
L’altro punto è quello di mettere in campo una reale tutela per salute e sicurezza dei lavoratori, sappiamo infatti che questo settore è caratterizzato da forti tassi di lavoro nero e grigio ed occorre avviare una vera e propria battaglia per l’emersione dei diritti. Estremamente problematico è parlarne in astratto, in un settore con giornate lavorative che raggiungono anche le 14 ore, e dove non vengono riconosciuti il diritto alla malattia e al giorno di riposo, generando una potenziale ecatombe di incidenti sul lavoro ed un rischio concreto per la vita di chi è impiegato nel settore, il tutto in nome dell’intoccabile profitto delle economie turistiche.
Il punto per noi rimane immaginare una gestione pubblica del patrimonio demaniale nel rispetto dei diritti lavorativi, dell’ambiente e della necessità di avere spiagge a libero accesso fruibili da tutti e tutte.”

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