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Rimini, infermiera ubriaca scappa dall’alt si schianta e aggredisce vigile

Era solo un normale controllo alla circolazione stradale, come tanti, organizzati nei fine settimana, nelle ore notturne su viale Vespucci all’altezza di piazza Kennedy,  un servizio finalizzato al rispetto delle norme di comportamento del Codice della Strada.  Ma l’operatrice sanitaria – dipendente dell’ospedale Infermi di Rimini – domenica mattina, alla guida della sua autovettura con una collega seduta nel posto del passeggero, ha ritenuto di premere sull’acceleratore e non fermarsi a quell’ordine imposto dagli agenti; prima puntando con l’auto i vigili, che erano in piedi sulla strada e poi mettendosi in fuga dal posto di controllo.  Una fuga pericolosa, fatta ad alta velocità, sorpassando tutti i veicoli che gli si ponevano davanti lungo i viali delle regine e passando con il rosso in tutti i semafori incontrati.
Dopo aver evitato di essere investiti gli agenti hanno seguito l’autovettura in fuga che ha finito la sua folle corsa schiantandosi contro lo spartitraffico all’altezza dell’intersezione con la Via Firenze, dove aveva tentato di fare la svolta a destra per allontanarsi dalla zona del mare.
La donna – che ha dichiarato subito di essere una operatrice sanitaria – è andata subito in escandescenza reagendo in maniera molto violenta alla richiesta del controllo dei documenti. Una violenza che non si è limitata solo alle parole e alle offese verso le divise, ma anche all’attacco fisico, aggredendo gli agenti che tentavano di calmarla in ogni modo. Reazione che ha richiesto l’uso delle manette e l’arresto della conducente.
Urla ingiuriose, calci, sputi e spintoni, la 26 enne – non residente a Rimini ma domiciliata nel territorio comunale – che era in evidente stato d’ebrezza,  ha continuato ad inveire contro gli agenti, rifiutando di fare il test dell’etilometro, offendendo le divise con epiteti di ogni tipo. In un evidente stato psicofisico alterato,  gli agenti ci hanno messo più di un’ora per farla entrare in auto con le manette, dove ha continuato a sfogarsi.
A nulla sono servite anche le esortazioni di alcune colleghe, che erano a cena con lei, sopraggiunte con la propria auto successivamente, che hanno provato a calmarla, invitandola a collaborare con la Polizia Locale e chiedendole di accettare la prova dell’alcol test.
Una reazione intrattabile che si è protratta anche oltre, nella cella di sicurezza del comando di Polizia Locale, dove la giovane donna è stata condotta su ordine del Pubblico Ministero che ne ha ordinato l’arresto. Proprio in cella, nel momento in cui gli stavano togliendo le manette, con un’altra reazione violenta, ha colpito un agente, procurandogli lesioni e una prognosi di 3 giorni.
La donna è stata denunciata per l’art. 186 comma 7 che punisce la guida in stato d’ebrezza e il rifiuto di sottoporsi all’esame alcolimetrico richiesto dagli agenti della polizia in caso di incidente stradale, con le aggravanti delle ore notturne e dell’incidente procurato. Denunciata anche per l’art. 337 del Codice Penale per la violenza, le minacce e la resistenza e le lesioni a pubblico ufficiale, oltre alla sospensione della patente di guida.
Dopo la notte in cella e il fine settimana passato agli arresti domiciliari a Rimini, nell’abitazione di sua sorella a cui è stata affidata, l’operatrice sanitaria questa mattina è andata a processo per direttissima dove il giudice ha confermato l’arresto in stato di libertà, rinviando l’udienza definitiva a dicembre. La donna si è scusata per il suo comportamento e si è detta pronta a risarcire gli agenti per i fatti accaduti.

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