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Rimini, intitolazioni agli Arpesella, Ustica e Sferisterio. Ma su Ezra Pound volano gli stracci

Discussione a dir poco accesa questa mattina durante la riunione della  prima Commissione consiliare del Comune di Rimini che si doveva esprimere sulla toponomastica. E’ stato dato parere favorevole all’intitolazione di tre aree urbane, dedicate a Pietro e Marco Arpesella, alle vittime di Ustica e al ricordo dell’ex Sferisterio. Ma gran parte della riunione si è consumata su di un punto che non era all’ordine del giorno: se intitolare o meno il “campone” di fronte a Castel Sismondo al poeta Ezra Pound.

E’ stato il consigliere di FdI Gioenzo Renzi a riproporre il suo vecchio cavallo da battaglia. Ma ad accendere le polveri è stato il consigliere di Patto Civico Davide Frisoni, che si è scagliato in particolare contro l’editore Giovanni Luisè, “reo” di essersi dichiarato contrario all’intitolazione a Puond, mentre il sindaco Gnassi aveva aperto uno spiraglio. Luisè, insieme a Davide Bagnaresi, Oreste Delucca e Federico Maria Muccioli, fa parte del cosiddetto”comitato dei saggi” cui viene richiesto un parere consultivo quando si tratta di dare un nome a una via o una piazza. E anni fa il parere dei “saggi” era stato contrario.

Il dibattito è andato avanti per un bel pezzo con toni sempre più accesi. Frisoni ha imputato a Luisè il fatto di aver avanzato proposte alternative di intitolazioni pur di non concederla al poeta americano. E alla fine ha chiesto che il regolamento del comitato dei saggi sia modificato: a chi ne fa parte va vietato avanzare sue proposte.

Veemente la reazione dei consiglieri di maggioranza, con in testa Giulia Corazza del Pd, facendo notare che non si capisce a cosa serva una commissione consultiva di saggi se non può nemmeno avanzare proprie proposte nel merito. E soprattutto, se sia normale voler punire questi saggi depotenziandoli quando i pareri loro richiesti non risultano graditi. Per non dire di quanto sia poco corretto attaccare così violentemente chi non è nemmeno presente.

Durante tutto il baillame, sulla controversa figura di Ezra Pound (nell’immagine in apertura) in realtà non è stata spesa una singola parola. Riconosciuto da tutti come uno dei più grandi poeti del 900, ha dedicato a Rimini versi fra i suoi più famosi (i Malatesta cantos). Ma anche convinto ammiratore di Mussolini e imprigionato per collaborazionismo dal suo paese, gli Stati Uniti, per le attività di propaganda via radio favore dell’Asse condotte fino alla fine della seconda guerra mondiale.

Quanto alle intitolazioni effettivamente decise oggi, eccole:

Piazzetta Sferisterio

Piazzetta Sferisterio, questo il nome indicato dalla Commissione consiliare per il largo a percorrenza ciclo-pedonale, in prossimità della scalinata di collegamento tra Via Massimo D’Azeglio e la Circonvallazione Occidentale.

Percorrendo nel centro storico via D’Azeglio, superato l’Istituto Maccolini e svoltando a sinistra per scendere le scalette che portano verso la circonvallazione non si può non notare il vecchio portale dello Sferisterio di Rimini, antica struttura sportiva della città, dove intere generazioni di giovani e meno giovani a partire dai primi decenni dell’800 andavano ad assistere alle partite e divertirsi, e che ancora resiste nel ricordo di molti riminesi. Fonti autorevoli narrano che la realizzazione dello Sferisterio di Rimini, iniziata il 16 ottobre del 1815, terminò nel giugno 1816 (inaugurazione il giorno 24), riscuotendo ovunque un grande interesse da parte della cittadinanza. Fino ad allora a Rimini, questo ed altri tipi di intrattenimenti, si erano svolti nella piazza della Fontana del centro storico con conseguente impegno dell’amministrazione comunale che doveva, di volta in volta, anche far fronte alle spese di pulizia dei luoghi e a qualche danno. Divenne quindi necessario individuare un’area adeguata dove poter effettuare tale attività: la scelta ricadde su di un luogo limitrofo alla Rocca malatestiana dietro l’ex Cattedrale di Santa Colomba e quindi facilmente accessibile a tutti.

Dai resoconti delle vicende riminesi si attesta che la realizzazione della struttura sportiva fu affidata al capomastro riminese Giovanni Morolli su disegno del ravennate Guido Romiti ingegnere distrettuale, mentre all’allora capitano della guardia urbana Angelo Antimi, riminese d’adozione e nativo di Macerata, andò il merito di sostenere e promuovere il progetto, l’incasso dei fondi e l’assistenza complessiva. Una commissione voluta dal gonfaloniere Conte Gaetano Gaspare Battaglini, che ne curò l’inaugurazione, e presieduta dallo stesso volenteroso Antimi, si adoperò per la raccolta delle donazioni dei cittadini. Il Comune partecipò con 100 scudi e la completa realizzazione dello sferisterio richiese una spesa di 1.418 scudi complessivi. Caratteristico il grande muro verso l’attuale circonvallazione alto ben 14 metri e irrobustito da contrafforti ben visibile nelle fotografie. L’area interna misurava circa novanta metri di lunghezza per sedici di larghezza e fu teatro di epiche gare con squadre avversarie del territorio, come quella di Santarcangelo, tra le più forti e agguerrite, con cui spesso avvenivano accesi scontri anche fuori campo.

All’inizio del secolo scorso, lo Sferisterio venne utilizzato anche per comizi, spettacoli, feste pubbliche e incontri. Nel secondo dopoguerra, venuta a meno la sua primaria funzione, lo sferisterio venne purtroppo demolito nel 1963 per far spazio all’attuale edificio dell’AUSL e ad un asilo comunale, privando così la città di un pezzo della sua storia sportiva.

Parco della Memoria di Ustica – 27 Giugno 1980 – Giuliana Superchi, Marco Volanti, Pierpaolo Ugolini

Alle vittime di Ustica, con particolare indicazione a quelle “riminesi”, è stato proposto di intitolare l’area verde situata tra Via Balilla, Via Masaniello e Via Sartoni, nelle vicinanze della scuola XX settembre. Le vittime “riminesi” della strage di Ustica furono la piccola Giuliana Superchi e i giovani Marco Volanti e Pierpaolo Ugolini.

Giardino Pietro e Marco Arpesella

“Giardino Pietro e Marco Arpesella – imprenditori del turismo”, questa la proposta di intitolazione all’ area verde situata sul lungomare Claudio Tintori di fronte bagni 14 -15-16

biografia di Pietro Arpesella

Pietro Arpesella è nato a Lerici nel 1908 e la sua biografia ricorda quella di un avventuriero di altri tempi. A tredici anni lavora con il padre all’Arsenale e dopo sei mesi viene imbarcato come mozzo su un mercantile che lo porta in Messico. Ritornato a casa assiste alla condanna del padre al confino perpetuo per antifascismo e parte con lui per raggiungere l’Argentina. Nel 1924 torna a casa e si imbarca sulla nave passeggeri Duilio come garzone di cucina. Durante il viaggio scende clandestinamente a New York e ci rimane per quasi otto anni facendo mille mestieri.

Nel 1929 torna in Italia per il servizio militare; nel 1932 arriva in Romagna dove sposa una giovane riminese: Melodia Spaccarelli. Pietro Arpesella acquista una tenuta nel mantovano e, poi, l’hotel Mediterraneo a Riccione iniziando l’attività alberghiera. Nel 1939 è richiamato alle armi come pilota d’aereo. Nel periodo bellico viene incarcerato a Forlì per aver tentato di portare in salvo tre generali inglesi e un gruppo di ebrei. Scontata la pena fugge in montagna coi partigiani. Nel 1962 compra il Grand Hotel di Rimini che gestisce sino alla morte. Nel 1994 il Comune di Rimini gli ha attribuito la massima onorificenza cittadina del “Sigismondo d’oro” in riferimento al suo contributo al turismo locale.

biografia di Marco Arpesella

nato il 15 Ottobre del 1935 – morto suicida il 1 Ottobre 1987 . Stimato per la squisitezza dei modi e la signorilità con la quale organizzava gli incontri di Genscher ed Andreotti o le visite lampo di Silvio Berlusconi, Serena Grandi, Pippo Baudo e Laura Antonelli, Marco Arpesella è stato il simbolo di un’ intera generazione di albergatori. Alla fine degli anni Sessanta fondò Promozione Alberghiera, la più grande cooperativa turistica d’ Italia che organizza gli arrivi in centinaia di hotel della riviera romagnola. Il padre, il commendator Pietro, aveva coronato da pochi anni il sogno di possedere il “castello” tanto sospirato da ragazzo.

Era un innovatore del turismo, sempre pieno di idee grandiose e di progetti. Voleva creare sui suoi terreni tra Rimini e Riccione la prima università mondiale del turismo. Nei primi anni 80, impegnato nella realizzazione di un mega parcheggio a Venezia e nella costruzione di un pianeta Maratea da 60 miliardi, diede vita ad Italy & Italy, il primo fast-spaghetti, il prototipo di quella catena di mordi e fuggi all’ italiana destinata a diventare la risposta all’ invasione di Mac Donald. Ma l’ impero turistico durò poco. Costretto a rientrare precipitosamente da alcuni scoperti bancari, negli ultimi anni aveva ceduto quasi tutte le sue proprietà. Aveva perfino venduto la splendida villa di famiglia, in viale Ceccarini, a Riccione, per tener fede all’ impegno di donare una casetta sul porto a Federico Fellini. Una promessa solenne fatta davanti alle telecamere del TG1 quando il Maestro tornò al Grand Hotel per presentare “E la nave va”. Era stato Arpesella a portare Fellini nella sua città natale dopo che tutti i sindaci della cittadina balneare avevano fallito.

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