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Rimini, Jamil: “I nuovi cassonetti carta e plastica non vanno bene”

“I nuovi cassonetti della raccolta differenziata per carta e plastica non vanno bene, sono scomodi e poco igienici”: è la netto giudizio di Jamil Sadegholvaad, candidato a sindaco del centrosinistra.

“Nel 2020, la città di Rimini ha raggiunto livelli record di raccolta differenziata dei rifiuti – ricorda Sadegholvaad – con una media annuale che sfiora il 72 per cento. Siamo oltre l’ambizioso obiettivo fissato per i Comuni costieri dalla Regione nel 70 per cento. Quanto sia importante e strategico questo servizio lo si capisce paradossalmente quando funziona male: sono stato recentemente a Roma e la situazione da questo punto di vista è letteralmente indigeribile, con immondizia ai bordi delle strade in numerosi quartieri della Capitale. Hera svolge oggettivamente un servizio di grande qualità, per chi avesse qualche dubbio in proposito invito a girare un po’ il Paese”.

Detto questo, “e alla luce delle perfomance avute, credo che a inizio del nuovo mandato amministrativo si dovrà discutere approfonditamente e come sempre in modo costruttivo con Hera alcune questioni della raccolta, soprattutto in relazione all’introduzione dei nuovi cassonetti smarty. Una parte di essi funziona eroga un servizio evidentemente superiore, vedasi il nuovo cassonetto per l’indifferenziata dove lo sportello si apre automaticamente e si chiude con il pedale e quindi a livello pratico e igienico è indubbiamente un miglioramento. Quindi bene. Invece i nuovi cassonetti per la raccolta differenziata di carta e plastica creano problemi oggettivi per gli utenti. Il foro d’entrata di questi cassonetti va ripensato in quanto inadeguato: non è pensabile inserire pezzo per pezzo il materiale da conferire tenendo aperto con la mano uno sportello sporco. Va fatta subito una verifica e, se è il caso (e a mio avviso lo è), mettere mano ai necessari correttivi per accrescere ancora di più la qualità del servizio che, prima di ogni cosa, ha bisogno della collaborazione attiva dei cittadini, e non di creare fastidio a causa un conferimento farraginoso”.

“Diverse città stanno ripensando al servizio proprio nell’ottica di accrescere la partecipazione convinta dei cittadini. Penso ad esempio a Bologna. Lo dobbiamo fare anche a Rimini”, conclude Jamil.

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