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Rimini, la minoranza: “L’inerzia del Comune consegna gratis aree pregiate ai privati”

I sottoscritti consiglieri comunali d’opposizione – scrivono in una nota i consiglieri d’opposizione Angelini Matteo, Ceccarelli Enzo, De Sio Luca, Marcello Nicola, Marchei Loreno, Pari Andrea, Renzi Gioenzo, Spina Carlo Rufo , Zilli Filippo – in maniera unitaria, intendono denunciare la gravità di quanto accaduto durante l’ultimo Consiglio Comunale di giovedì 2 dicembre u.s.

Si chiedeva infatti ai consiglieri di esprimersi col proprio voto riguardo l’opportunità, suggerita dall’amministrazione, di concludere un accordo transattivo tra il Comune ed un hotel fronte mare, circa la pretesa intervenuta usucapione (acquisto di un bene tramite il possesso protrattosi nel tempo) di un area di 816 mq per cui da oltre 20 anni pende causa civile; in procinto però di giungere a definitiva sentenza della Corte d’Appello dopo che quella di Cassazione aveva accolto i motivi di ricorso del Comune.

E si pretendeva – qui il primo fatto grave – che i consiglieri si esprimessero sulla suggerita convenienza di accordo (con conseguente riconoscimento dell’intervenuta usucapione a fronte di un esiguo pagamento in favore del Comune), pur trattandosi di delibera aggiunta solo 2 gg prima all’Odg del Consiglio comunale e del tutto priva – secondo fatto grave – dei documenti necessari al formarsi di un giudizio minimamente informato sul punto (priva in particolare delle 3 sentenze già intervenute nel corso del giudizio).

Sorvoliamo sul “coraggio” di tutti gli esponenti della maggioranza, i quali pur non avendo avuto, come noi, i documenti necessari e nonostante le evidenti incongruenze che abbiamo fatto emergere con alcune semplici considerazioni, sono stati granitici e convinti nell’approvare la delibera in “discussione”.

Sorvoliamo appunto, ma che dire del resto ?!

Abbiamo ricevuto “risposte” evasive – prosegue la nota dei consiglieri di minoranza – ed illogiche da parte di alcuni componenti tra Giunta, dirigenti e funzionari vari; in evidentemente stato confusionale, dato che si è arrivati a dire che – si cita a memoria – “se anche vincessimo la causa, rischieremmo di perdere i soldi perché una delle parti convenute è fallita”, come se la vittoria fosse quella di ottenere due spicci (o magari meno problemi per il parco del mare?) che non la proprietà dell’area stessa…

Tanto assurdo da suggerirci di attendere la registrazione nella speranza di aver sentito male.

Abbiamo sottolineato le non poche incongruenze emerse che proprio per come emerse e per le (non) risposte ricevute, suggerirebbero forse anche un riesame della posizione giuridica e della convenienza dell’accordo (aspetto di merito però sul quale abbiamo responsabilmente scelto di sospendere il giudizio non avendo adeguata conoscenza delle carte).

Ma un conto è la questione giuridica (e perdonerete la deformazione professionale dei tre avvocati che siedono tra noi), altro è la questione politica.

Ebbene – prosegue la nota della minoranza – allora sia chiaro che, a prescindere dall’opportunità o meno della transazione in questione, si tratta dell’ennesimo caso in cui l’inerzia dell’amministrazione nel corso degli anni (peraltro sempre della stessa area politica eppure sempre autoassolutoria ed incapace di autocritica), ha consegnato aree di città – e che aree!! – a privati che legittimamente ne avevano maturato il diritto per intervenuta usucapione. Il tema per cui, ancora una volta, non è la presunta scaltrezza dei privati ma l’inadeguatezza dell’amministrazione (e anche di questa amministrazione che presenta delibere urgenti divenute tali per l’inerzia sua e dei suoi collaboratori, interni ed esterni). La quale, peraltro, così facendo non solo perde terreni importantissimi, non solo li perde a fronte di misere indennità, ma si espone – comprensibilmente – alle lamentele dei tanti altri frontisti che hanno regolarmente pagato le loro indennità al Comune nel corso dei decenni e che si sentono (e sono) vittime di ingiustizia.

Se l’Amministrazione, pertanto non si preoccupa di disperdere patrimonio e denaro pubblico, si preoccupi quantomeno di essere ed apparire giusta nei confronti della generalità.

E, dato che non ci interessa far polemica fine a se stessa, si preoccupi soprattutto – per l’avvenire – di mappare i terreni potenzialmente interessati da queste vere e proprie sciagure che il Comune potrebbe rischiare di dover ancora affrontare. 

Perché una cosa è certa: questa costosissima inerzia, che diventa ingiustizia, non deve ripetersi.

Ci siamo offerti di aiutare la Giunta in tal senso, in un sempre auspicabile spirito di collaborazione.

Vigileremo. Nelle difficoltà dei nostri impegni quotidiani – scrivono ancora i consiglieri di minoranza – e degli ostacoli che l’amministrazione ci pone non fornendoci gli strumenti necessari e quindi non mettendoci nelle condizioni di svolgere adeguatamente il compito per cui migliaia di riminesi ci hanno votato (la Presidenza mantenga l’impegno preso in tal senso !)

Vigileremo e denunceremo – concludono i consiglieri – proponendo e collaborando. Perché questo è il nostro compito oggi. 

E nell’adempierlo, cresceremo; singolarmente e come squadra”.

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