Home > Eventi Cultura e Spettacoli > Rimini, ecco la quindicesima edizione della Festa del Borgo San Giovanni

Rimini, ecco la quindicesima edizione della Festa del Borgo San Giovanni

 

Torna la Festa del Borgo San Giovanni, che taglia quest’anno il traguardo delle 15 edizioni.  La festa popolare è in programma sabato 20 e domenica 21 luglio con un’anteprima prevista per la serata di domani. La festa da anni aveva cadenza biennale – recentemente grazie alla volontà degli imprenditori e del Comitato Parrocchiale Festa del Borgo San Giovanni, in collaborazione con Zeinta di Borg – diventa annuale e come di consueto propone un cartellone di eventi d’arte, cultura, spettacoli, musica e street food coinvolgendo l’intero borgo da via Tripoli all’Arco d’Augusto.

 Doppia la formula adottata in occasione del quindicennale: il sabato sarà dedicato agli eventi per i più giovani con concerti e dj set di musica balcanica e elettronica, mentre la domenica sarà più tradizionale con revival e disco music.

Il Comune di Rimini partecipa alla Festa del Borgo promuovendo una serie di iniziative culturali che arricchiscono il programma a iniziare dalle giornate di Anteprima.

Non mancheranno gli appuntamenti con la storia a cura degli studiosi Alessandro Giovanardi e Michela Cesarini e poi mostre, danza, giochi per bambini e l’estrazione della Sesta Lotteria dei Commercianti.

Previsto anche uno spettacolo illuminotecnico sull’Arco d’Augusto .

TUTTO IL PROGRAMMA

 

GIOVEDI’ 18

Alle ore 18, il calendario della manifestazione si apre con l’inaugurazione della mostra Ritratti per Stal Mami. I libri di Lilièn a cura dei Musei Comunali in collaborazione con la Biblioteca Gambalunga.

Nella saletta conferenze dello storico Palazzo Ghetti, dove un piccolo antiquarium raccoglie reperti di età romana e medievale rinvenuti nel cortile durante i recenti lavori di restauro, Fabio Bruschi, in conversazione con Serena Macrelli, presenta l’esposizione che propone alcuni quadri del pittore Gino Ravaioli (1895-1982) dai depositi dei Musei Comunali, con una selezione di opere librarie di Liliano Faenza.

I dipinti di Gino Ravaioli fanno parte della famosa serie delle “macchiette riminesi” che il pittore realizzò a partire dal 1915 e che negli anni diventò assai nutrita di figure e tipi. Opere di gusto aneddotico, più che verista, in cui l’aspetto caricaturale sembrerebbe prevalere su ogni intenzione di analisi sociale e psicologica, ma che registrano puntualmente i caratteristici personaggi della città.

Un’occasione per rivedere questa ‘pittura da cavalletto’ e rileggere l’interesse per la gente del popolo da parte di Gino Ravaioli che proprio nel 1929 imperniò una sua personale a Rimini dove figure popolari e ai margini come lo spazzino, lo stabbiarolo, il suonatore cieco, lo spranghino, il battibacalà, sono esplorate tra curiosità e sincera partecipazione alla loro condizione sociale.

In occasione della rappresentazione della farsa Stal Mami di Liliano Faenza, la più popolare delle commedie dialettali riminesi, nata nella barbieria di Tugnìn l’anarchich alla vigilia della guerra proprio nel borgo San Giovanni, si è voluto rendere omaggio al suo autore con una selezione della sua vasta e poliedrica produzione di letterato, sociologo e politico. Non mancherà la Munaldeina, foglio periodico uscito negli anni ’30 dal nome di Maria Monaldi, portinaia e celebre macchietta, donna energica e disinvolta che del borgo e del suo vernacolo ma soprattutto di questo luogo è il volto e l’espressione più verace e autentica.

La mostra sarà visitabile venerdì dalle 18 alle 22,30, sabato e domenica dalle 18 alle 21. Ingresso libero*.

Sempre giovedì 18 alle ore 21 e alle ore 22 lo spazio dell’Antiquarium accoglierà Storie del Borgo. Per un museo diffuso fra Ausa e Palazzo Ghetti a cura dell’Associazione Ecomuseo Rimini in collaborazione con l’Archivio Fotografico della Biblioteca Gambalunga. L’incontro è volto a  valorizzare le preziose testimonianze archeologiche e storiche del Borgo, a iniziare dallo stesso Palazzo Ghetti, sede oggi della Banca Malatestiana, un edificio di gusto neoclassico costruito nel 1857 dall’architetto Giovanni Benedettini (formatosi alla scuola del Poletti con il quale collaborò alla costruzione del teatro comunale) come sede di una fabbrica di “zolfanelli fosforici”(fiammiferi) di proprietà del Cav. Nicola Ghetti.

L’iniziativa si articola in più momenti: la presentazione del progetto di Museo diffuso, affidata a Sonia Fabbrocino che si soffermerà in particolare sulle emergenze all’interno del Borgo; la proiezione del foto-racconto Borgo San Giovanni nel ‘900 a cura di Elsa Zannoli; la visita guidata all’Antiquarium di Palazzo Ghetti con gli archeologi Cristina Giovagnetti e Marcello Cartoceti che illustreranno la storia dello scavo e degli importanti ritrovamenti fatti nel sito durante i lavori di ristrutturazione di Palazzo Ghetti.

La proposta è riservata a un massimo di 25 partecipanti per ogni appuntamento (ore 21 e ore 22). Si consiglia la prenotazione al 340 3579828.*

VENERDI’ 19

Alle ore 21 Alessandro Giovanardi, storico e critico d’arte, nel Chiostro Carmelitano della Chiesa di San Giovanni Battista, terrà una conversazione su Il Maestro dell’Estasi. Guido Cagnacci in San Giovanni Battista

 SABATO 20

Sabato alle 18 taglio del nastro con le autorità locali

Alle ore 18.30, la Sala conferenze di Palazzo Ghetti ospiterà l’incontro E’ fiól de re. Liliano Faenza e il dialetto a cura di Gianfranco Miro Gori.

Liliano Faenza, nato e vissuto a Rimini dal 1922 al 2008, è noto anche fuori dai confini cittadini per la pubblicazione di importanti saggi di sociologia e storia. Dai riminesi è ricordato soprattutto per la commedia Stal mami, ma in realtà il suo rapporto col dialetto è assai più profondo, a tal punto da attraversare la sua opera. A partire da una bella poesia, Quell ch’um dispiès (Quello che mi dispiace), che venne segnalata al Premio Cattolica del 1951. Presidente della giuria Luigi Russo, tra i componenti, Salvatore Quasimodo e Eduardo De Filippo; tra i premiati e i segnalati, Rocco Scotellaro, Ignazio Buttitta, Tonino Guerra, Walter Galli… Faenza da quel momento non si è più cimentato con la poesia in dialetto, ma la lingua materna è tornata spesso nei suoi scritti. Sbuca, per esempio, nel romanzo I sardoni e costituisce una sorta di tessitura linguistica dell’opera, pubblicata da Feltrinelli, che lo fece conosce in Italia, Comunismo e Cattolicesimo in una parrocchia di campagna. Ma non si tratta solo di questo. Gianfranco Miro Gori, saggista e poeta in dialetto, accompagna il pubblico in un viaggio nell’intenso rapporto tra Faenza e il vernacolo, in cui avranno ampio spazio le parole dialettali.*

 

Ore 18,30 Palco Tripoli: spettacolo di Danza Futura

Nel 1985 il Centro Futura ha iniziato il proprio percorso nel mondo della Danza con impegno sempre crescente. La costante crescita professionale e la forte motivazione dei fondatori e di tutti gli insegnanti, ha condotto la Scuola ad ampliare sempre più le proprie attività, fondendole in un unico grande progetto che propone corsi didattici amatoriali e professionali ad allievi di ogni età e grado di preparazione.

 

Ore 21 Palco Arco d’Augusto Babbutzi Orkestar in concerto

Babbutzi Orkestar La banda balcanica che ha fatto ballare le più importanti piazze d’Italia e d’Europa, Balkan Sexy Music, quintetto globetrotter di post Balkan Beat-Rock, pot-pourri di balcanica, rock, punk, ska e surf. 12 gli anni di vita, 5 gli album all’attivo, innumerevoli i palchi italiani ed europei calcati.

 

Ore 22,30 Palco Arco d’Augusto Jack Torsani DJ (Electro funk DJ SET)

Giacomo Torsani, in arte Jack Torsani, appassionato di musica fin dall’infanzia e innamorato di questa magnifica arte. Inizia la sua attività attorno al 2010 venendo chiamato a eventi locali, conoscendo e frequentando persone con le quali tutt’ora lavora. Il suo gusto musicale, che negli anni si è contaminato molto, partendo dal funk e dalla disco-music per poi passare all’elettronica più contemporanea. È un grande amante della musica italiana, che tutt’ora condiziona la sua ricerca “matta e disperatissima” di dischi dimenticati. Nei suoi set gli piace spaziare tra diversi stili, come se raccontasse una storia alla pista.

 

Sabato 20 e Domenica 21 luglio alle ore 21 nel cortile di palazzo Ghetti verrà rappresentata Stal Mami reloaded, farsa underground in dialetto riminese di Liliano Faenza nell’originale ideazione di Fabio Bruschi con Lingua di Confine e Città Teatro.

Lo spettacolo apre la speciale sezione dedicata alle lingue di confine ospitata all’interno della settantesima edizione della Sagra Musicale Malatestiana.

Con la regia di Davide Schinaia, vede tra gli interpreti Francesca Airaudo, Elisa Angelini, Mirco Gennari e Lorenzo Scarponi. Determinante l’apporto del Duo Barrique composto da Tiziano Paganelli (fisarmonica, flauto e percussioni) e Gioele Sindona (violino, nyckelharpa e voce) per quanto riguarda la parte musicale.

Scritta nell’estate del 1939 da Liliano Faenza, diciassettenne studente di ragioneria, Stal Mami (Queste mamme) è un testo ancor oggi nel repertorio delle commedie dialettali riminesi. Nello spettacolo rivive il paesaggio sonoro del mondo borghigiano da cui nacque il testo e accanto alle scene della commedia sarà rievocato

Scroll Up