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Rimini e la riviera romagnola domani sera a Rai Storia

E’ il 1959, la Romagna sta per lanciare il suo mito, quando alcuni pescatori, ultimi testimoni delle tradizioni marinare, tirano in rete un delfino. Nessuno sa se è maschio o femmina. Nessuno sa che cosa mangia né come vive. Ma, anziché ucciderlo come si faceva di solito, lo portano a terra e lo liberano in un canale.

Nasce così l’idea dell’acquario dei delfini di Cesenatico, grande attrazione per bambini. Ma è anche l’inizio della Riviera come la conosciamo oggi. Una località raccontata nel nuovo appuntamento con “Mare Nostrum”, in onda venerdì 29 giugno alle 21.10 su Rai Storia.

Una trovata esotica per divertire, un mare che sembra una piscina, la natura ridotta a giocattolo, a portata di tutti. Negli anni ‘60 sulla striscia di sabbia che va da Cervia a Cattolica si inventano attrazioni e parchi tematici per attirare turisti, e la Riviera vive il suo periodo di nuovo splendore approfittando del boom economico del Paese. “Le radici del suo successo, però, risalgono a molti decenni prima quando proprio a Rimini un visionario fisiologo lombardo si inventa l’idea di vacanza e costruisce il primo stabilimento balneare”, spiega la Rai nella sua presentazione, riferendosi a Paolo Mantegazza (1831 – 1910), anche se, com’è noto, l’inaugurazione del primo stabilimento dei bagni di Rimini risale al 1843 e si deve ai riminesi Baldini e Tintori.

“Da fine Ottocento al Ventennio fascista che insedia le sue colonie estive, dai villini eleganti tra le pinete fino agli anni del dopoguerra con la costruzione di migliaia di hotel e pensioni per le famiglie a Rimini, Riccione, Cervia, Cesenatico, la Riviera è rimasta a lungo il simbolo di un certo modo di vivere il mare, l’immagine gaudente degli italiani in ferie”.

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