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Rimini, dopo la sconfitta guarda pure avanti..ma con un orecchio teso ai campanelli d’allarme

Archiviare e superare. Questo l’imperativo ripensando al due a zero patito in quel di Salò mercoledì scorso. Un risultato che appare netto e rotondo, forse non completamente veritiero per chi era sugli spalti e ha assistito a tutti i novanta minuti della gara. Nel secondo tempo il Rimini, che ha subito il raddoppio pochi istanti prima del triplice fischio, avrebbe potuto anche impattare la partita se avesse avuto maggior convinzione nel finalizzare le, almeno due occasioni concrete.

Il Feralpi, sulla carta, viene dipinto come squadra proiettata verso i quartieri alti della classifica, infarcita di giocatori validi, esperti e mediamente di valore. Un brutto cliente dunque che non ci ha comunque messo alla corda ma è stato solamente bravo a portare a casa le occasioni che gli sono capitate. Questo basterebbe per accontentarci alla vista del fatidico bicchiere mezzo pieno e per mettere al bando ogni preoccupazione di sorta.Ma se scendessimo più a fondo nell’analisi, basterebbe poco per accorgerci che qualcosa di preoccupante in realtà c’è, eccome.  Non contano mai un singolo episodio o una singola gara ma difficilmente si sbaglia guardando la tendenza cui pare indirizzarsi una squadra. Ci sono squadre che tendenzialmente soffrono alcuni tipi di avversari e vanno a nozze con squadre dalle caratteristiche differenti, altre che temono le concentrazioni di talento o chi la butta sull’ agonismo.Il Rimini, sino ad oggi, ha dimostrato di soffrire con tutti e l’andamento del campionato mostra una costante e preoccupante tendenza al peggioramento. Il fatto che, come scrivevo sopra, sembri sempre sul punto di poter fare proprie le partite senza farlo mai, eccezion fatta per la gara con la Triestina, incarna una seconda tendenza che andrebbe invertita al più presto.

Sappiamo bene che il Rimini è stato costruito con raziocinio ed attenzione guardando l’aspetto tecnico tattico e, non secondariamente, l’aspetto economico. La stagione è ancora all’inizio, ci saranno occasioni per invertire le tendenze e i tempi necessari ad apportare le necessarie modifiche, qualora non se ne venisse a capo, volte a mantenere una situazione di classifica più rasserenante possibile visto che la tranquillità aiuta sempre e dà morale a tutto l’ ambiente. Perché oltre al campo andrebbe tutelata la ventata di entusiasmo dei riminesi nei confronti della loro squadra, culminata nei quasi 3000 spettatori di sabato scorso, che non va dispersa ma coltivata.

Almeno per il momento, comunque scegliamo l’opzione più morbida, archiviando e guardando avanti. Guardiamo in direzione Imola dove saremo ancora ospiti, domenica alle 18 e 30, per disputare il primo derby stagionale che vedrà il Rimini nel ruolo della neopromossa contro l’Imola che è arrivata in C con lo status di rispescata.

Oggi Imola è più o meno per tutti la città dell’ autodromo ma anche il calcio si sta ritagliando una fetta importante di notorietà. Avversario storico, incrociato più e più volte nei decenni passati, sta vivendo una nuova importante epopea da quando alla guida è salito il presidente Spagnoli, ai più noto come calciatore del Cervia nel reality “Campioni” andato in scena sulle reti Mediaset ormai 14 anni fa. Come già detto l’ Imolese ha trovato la serie C da ripescata dopo vari tentativi sul campo dove, partendo da favorita sulla carta, negli ultimi anni era stata sempre beffata dall’outsider di turno, Rimini lo scorso anno e Ravenna l’ anno prima.

Non senza scaramucce con la locale amministrazione comunale, rea di nicchiare troppo in merito ai lavori sullo stadio obbligatori per il salto di categoria, questa stagione è partita bene per i ragazzi di mister Dionisi che con 10 punti ricopre il nono posto della classifica, occupato dal Rimini sino a mercoledi scorso, a 5 punti dalla vetta e con un margine di 4 punti sulla sedicesima, il Giana Erminio, che se il campionato fosse finito alla scorsa giornata disputerebbe i play out. Quattro pareggi e due vittorie prima di cadere, mercoledì scorso, allo stadio Riviera delle Palme con la Sambenedettese per 2 reti a 1. La squadra rossoblù, sicuramente infarcita di buoni giocatori (Rossetti,Belcastro e Lanini su tutti), sta diventando un pò un rebus per gli osservatori e gli esperti di queste categorie.

Buona formazione ma non da scenari di primo piano, secondo alcuni, potenziale sorpresa del campionato secondo altri vista l’ amalgama importante e il talento dei tre che ho menzionato sopra. Il Rimini sarà chiamato a disputare una gara chiarificatrice verso se stesso ma anche verso l’ avversario per i tanti osservatori che guarderanno con interesse la gara di domani sera alle 18 e 30. Rossetti di Ancona l’arbitro designato, Rimini senza Ferrani in campo e con la voglia di riprendersi subito dopo la battuta di arresto patita a Salò. Non mancano i presupposti per assistere ad una gara bella ed importante per entrambe le contendenti.

Come sempre chi può non manchi e forza Rimini!

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