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Rimini: le associazioni animaliste chiedono un gattile provinciale

La signora anziana viene a mancare e il suo gatto resta solo, un micio di colonia viene investito, si salva ma non è più in grado di vivere libero, una cucciolata di gattini viene abbandonata in un fosso. Sono solo tre esempi di emergenze che in provincia di Rimini si presentano sempre più spesso. 

E in questi casi, i gatti, dove si portano? Chi li accoglie?

 

A Forlì, Ravenna, Cesena, Bologna e in tante altre città dell’Emilia-Romagna esiste il gattile, una struttura adibita proprio al ricovero, e all’eventuale adozione, di gatti che non sono in grado di vivere in strada e cavarsela da soli. A Rimini il gattile non c’è, malgrado la necessità sia molto sentita. Al momento a occuparsi del mondo felino sono i canili e, in larga parte, i volontari. Ma i canili, oltre a non essere strutturati per accogliere gatti, dal 2020, per legge, non potranno proprio più farlo. E allora, che succederà? Le associazioni A-mici di Soraya, Animal Freedom, DnA, Anpana, K. Lorenz, Gaia, Gli SfiGatti, 44Gatte si sono riunite martedì 29 gennaio per ragionare insieme e per fare il punto della situazione: già da qualche mese è stata infatti lanciata una petizione, sia cartacea che online, per chiedere alle amministrazioni la realizzazione di un gattile provinciale. La raccolta firme continuerà in strada, ai banchetti, da metà marzo. E altre iniziative sono in cantiere. Le emergenze relative ai gatti sono già ora molto numerose e impegnative, quando verrà anche a mancare l’appoggio dei canili la situazione diventerà ingestibile.

 

Nella foto allegata, ad esempio, c’è la gattina Fufi: la sua proprietaria è stata ricoverata e non tornerà a casa. Si trova a Igea Marina, in un appartamento vuoto da cui a breve verrà buttata fuori. Classica situazione a cui devono far fronte sempre i volontari, aprendo le proprie case già piene di animali.

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