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A Rimini le lezioni di Carlo Le Rose, lo chef Gluten Free

Una cucina gluten free. Sono sempre di più le persone che vogliono sperimentare un nuovo tipo di alimentazione ma, soprattutto, stanno aumentando anche quelli che devono cambiare la propria alimentazione per questioni di salute. A Rimini, infatti, sono circa 700 i celiaci, ovvero che non riescono ad assimilare il glutine contenuto in diversi alimenti. Qualche mese fa, Chiamamicitta.it aveva intervistato su questo argomento, il consigliere provinciale AIC (Associazione Italiana Celiachia), Luciano Galassi.

Al Cescot, proprio in in questi giorni, è partito un corso di cucina gluten free, con il giovane chef Carlo Le Rose, calabrese di 31 anni. Le Rose è chef gluten free de “Na Pizz, Cucina Gourmet”, situato a Rimini, Riccione e Cesena. Inoltre insegna all’Italian Food Academy di Milano, collabora con il “Gluten Free Expo” ed organizza eventi e consulenze per locali che si vogliono affacciare sul mondo senza glutine.

Carlo Le Rose

Chef Le Rose, quando ha deciso che la cucina sarebbe diventata la sua casa?

«Faccio lo chef da 6 anni, dopo aver fatto gavetta in giro per l’Italia e all’estero».

Quando è scoppiata la sua passione per il cibo?

«Diciamo che la scintilla che ha acceso la mia passione per la cucina è stata la curiosità di conoscere gli ingredienti, e la creatività di svilupparli a modo mio. Ricordo ancora i pranzi della domenica di mia nonna, con sughi ricchi e gustosi, ed io a quel tempo, cercavo di vederli in chiave moderna».

E per la cucina gluten free invece?

«È scattata per caso, o meglio per necessità».

In che senso?

«Nel senso che 5 anni fa lavoravo in un albergo, che serviva pasti senza glutine, e cercavamo una persona che si potesse dedicare a questo tipo di preparazione. Non avendo a disposizione nessuno, io decisi di accettare questa sfida».

Quanto chef di questo tipo ci sono in Italia?

«Del Gluten Free Expo siamo io e altri tre, poi sicuramente ci saranno altri chef gluten free, ma non so quanti siano».

Che differenza c’è tra un chef gluten free e uno, diciamo così, tradizionale?

«La differenza tra i due chef è dovuta dal fatto che lo chef senza glutine, deve avere una perfetta conoscenza degli ingredienti, ed anche una manualità tecnica importante, perché è molto difficile gestire gli impasti privi di glutine».

Come mai, secondo lei, negli ultimi anni le persone a cui è stata diagnosticata la Celiachia stanno aumentando?

«In questi ultimi anni, l’alimentazione senza glutine sta crescendo proprio perché c’è stato un aumento di consumo di farine raffinate, ed oggi il nostro organismo non è più capace di digerirle, quindi aumentando le intolleranze si tende ad assumere farine prive di glutine».

Mi parli del corso che sta tenendo al Cescot di Rimini. Quante persone si sono iscritte? Più donne o uomini? Di che età?

«Il corso, che abbiamo deciso di fare in collaborazione con la Cescot è molto importante, perché dà la possibilità sia ad amatori che a professionisti di captare delle tecniche utili per elaborare un pasto senza glutine, bello da vedere e buono da mangiare. Gli iscritti sono in prevalenza donne, un numero giusto per poter gestire quel tipo di corsi dalle 8 alle 10 persone, età dai 30 ai 45 anni, durerà fino a metà dicembre».

È più difficile cucinare o insegnare agli altri a cucinare?

«È molto più complicato insegnare che cucinare, anche perché sono dell’idea che come in tutti i lavori bisogna avere passione. E la passione nessuno può trasmetterla, però ci proviamo».

Nicola Luccarelli

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