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Rimini: l’economia circolare a Ecomondo dal 5 all’8 novembre. Il Ministro Costa all’inaugurazione

L’Italia è leader in Europa per indice complessivo di economia circolare, davanti a Regno Unito, Germania, Francia e Spagna. Per ogni chilo di risorsa dematerializzata consumata si generano 3 euro di Pil, contro una media europea di 2,24 (Rapporto Circular Economy Network – Enea).

A dare sostanza a questo primato sono le imprese italiane di una filiera green che ha assunto un ruolo di riferimento nel panorama internazionale. Aziende che saranno protagoniste, dal 5 all’8 novembre, al quartiere fieristico riminese di Italian Exhibition Group dove, insieme a Ecomondo, il più importante evento fieristico europeo della circular e green economy, si svolgeranno in contemporanea anche Key Energy, il salone delle energie rinnovabili e il biennale Sal.Ve, salone del veicolo per l’ecologia. Ad essi, quest’anno si aggiunge la prima edizione di DPE – Distributed Power Europe, l’evento dedicato alla power generation.

In fiera sono attesi mille e trecento espositori da 30 Paesi, visitatori da 150 Paesi. In programma 150 seminari con mille relatori. Già accreditati oltre 500 buyers da tutto il mondo.

Alla cerimonia inaugurale interverrà il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa. Subito dopo si avvieranno gli Stati Generali della Green Economy, promossi dal Consiglio nazionale della green economy, in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e con il patrocinio del Ministero dello Sviluppo Economico e della Commissione Europea.

Quest’anno gli Stati Generali saranno dedicati al tema “Per un Green New Deal in Italia e in Europa”, con l’obiettivo di affrontare congiuntamente la crisi ambientale, a partire da quella climatica, la bassa crescita economica e la crescente disuguaglianza. 

Sul tappeto temi decisivi per il futuro di tutti noi: se la circular economy saprà insistere con questi ritmi, potrà generare al 2025 circa 150.000 nuovi posti di lavoro in Italia (Fondazione Sviluppo Sostenibile).

Il recupero e riciclo di imballaggi è stato, nel 2018, pari all’80,6%, equivalente a 10.691 milioni di tonnellate, sui 13.267 milioni totali immessi al consumo. Dunque, più di quattro imballaggi su cinque vengono sottratti alla discarica (Conai).  

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