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Rimini, Lega: “Se sono nomadi se ne devono andare”, ma le microaree sono per cittadini italiani

A Rimini, secondo l’ultimo censimento, vivono 136 fra Sinti e Rom, distribuiti in 8 insediamenti. Il campo più consistente è da sempre quello di via Islanda, dove attualmente vivono circa 20 persone. Il progetto del Comune per distribuirli in microaree riguarda sei famiglie, tutti cittadini italiani e con residenza nel Comune di Rimini. Con questo progetto il Comune ha partecipato al bando indetto dalla Regione Emilia Romagna in base alla propria legge del 16 luglio 2015, n. 11.

“E’ una legge sbagliata che, una volta eletti, provvederemo a smantellare”. Bruno Galli, segretario provinciale e candidato della Lega alle prossime elezioni regionali del 26 gennaio, continua a sostenere una delle priorità del programma amministrativo del candidato governatore Lucia Borgonzoni, vale a dire l’annosa questione delle microaree destinate a rom e sinti.

“Non è un problema di discriminazione razziale – ricorda Galli – ma la cittadinanza a Rimini e in altre centri ci chiede di pensare prima agli italiani. Se sono nomadi se ne devono andare e in Regione, qualora venissi eletto, farò di tutto per fare di questa legge carta straccia. Non siamo tranquilli nemmeno a Rimini, cosa farà il Pd dopo le elezioni? Come mai non se ne parla più? Confermo il mio impegno e quello del partito che rappresento”.

“A Rimini è tutto fermo – conferma il consigliere comunale Matteo Zoccarato, uno dei più attivi nella battaglia accanto alla popolazione – ma i dubbi restano e per questo bisognerà tenere sempre le antenne dritte. Spero che i miei colleghi in sede regionale sappiano fermare progetti assurdi come questo con dispendio di denaro pubblico. Qui la Lega e i comitati hanno saputo mettere i paletti, in altre città della regione no. La nostra battaglia continua: Bruno Galli e Lucia Borgonzoni, se il popolo li eleggerà, sapranno farsi valere anche in questo cancellando una legge regionale di Bonaccini sbagliata e pericolosa”.

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