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Rimini, Lisi su fiera della caccia Hit Show: “IEG abbia occhio di riguardo per i giovani”

Si è conclusa domenica scorsa a Vicenza ‘Hit Show’, la fiera della caccia, del tiro sportivo e dell’outdoor. Una manifestazione che, soprattutto negli ultimi anni, ha sollevato anche nella città di Rimini più di un dibattito per la sua natura, vale a dire la promozione delle armi, e per la sua organizzazione, ovvero l’accesso senza distinzioni all’iniziativa, minori compresi.

Per questo la vicesindaca e assessora del Comune di Rimini, Gloria Lisi, si sente in dovere di esprime la posizione dell’ente in merito a iniziative di questo tipo.

“Come rappresentante istituzionale, mi pare doveroso ribadire ancor oggi la posizione del Comune di Rimini, ente nella compagine societaria di IEG (il gruppo delle Fiere di Rimini e Vicenza), rispetto a Hit Show  – spiega Lisi – . Una posizione ufficiale visto che è stata fatta propria dal consiglio comunale di Rimini nel gennaio 2019 attraverso l’approvazione di un preciso ordine del giorno. Nell’atto approvato si auspica che ‘si arrivi al più presto a definire un nuovo regolamento che riguardi sia i visitatori che gli espositori della manifestazione fieristica e che contempli il divieto di accesso ai minori di 14 anni anche se accompagnati, il divieto di svolgere attività di propaganda politica; proseguire l’interlocuzione con tutti i soggetti portatori di interesse, con particolare riferimento alle associazioni della società civile impegnate nel controllo della diffusione delle armi’.

“Questa posizione del consiglio comunale è stata inoltrata dall’amministrazione comunale di Rimini ai vertici societari di IEG – continua -, ricevendo risposte sostanzialmente parziali e poco soddisfacenti. A un anno di distanza siamo purtroppo costretti a registrare come Hit Show continui con le stesse modalità organizzative di sempre, per noi comunque critiche. Continueremo a confrontarci con le associazioni civiche, con il consiglio comunale affinché IEG nel tempo possa accrescere la sensibilità verso questo problema, facendo propri questi rilievi dell’assise consiliare riminese non tanto per una scelta proibizionista o antiproibizionista ma perché le modalità di contatto dei giovani con le armi è un elemento estremamente delicato come i troppi drammi, che in tanti Paesi (Italia compresa) anche recentemente sono avvenuti, dimostrano”.

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