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Rimini, “Madre amorosa e crudele”. Cantelli Anibaldi racconta la “sua” San Patrignano

Domenica 24 ottobre ore 17,30 sala Santagostino via Cairoli 36, Rimini. Organizzata dal Manifesto Contro l’Odio e l’Ignoranza, Federconsumatori Rimini, Associazione Itaca e SPIsA  ( società italiana di psicodramma analitico). Ne parliamo con l’autore Fabio Cantelli Anibaldi, con una introduzione di Graziano Urbinati del Manifesto Contro l’Odio e Ignoranza e Pres. Federconsumatori Rimini  ed un incalzante dialogo con Maurizio Cottone Pisconalista  ed Enea Conti Giornalista.

Ex ospite e portavoce di San Patrignano , Fabio Cantelli Anibaldi, nasce a Gorizia nel 1962, tra il 1992 ed il 1995 è capoufficio stampa di San Patrignano. Approdato al Gruppo Abele di Don Ciotti ne diventa vicepresidente, ha diretto il mensile “Narcomafie” e dal 2005 cura la comunicazione di Don Luigi Ciotti.  Nel 1996 ( Frassinelli )  pubblica “ La quiete sotto la pelle “ , che sarà fonte di ispirazione per gli autori della docuserie di Netflix  “ Sanpa: Luci e tenebre di San Patrignano”. Nel 2021 pubblica “SanPa, madre amorosa e crudele “, riedizione autobiografica  della pubblicazione del 1996.  Il libro è innanzitutto un’opera letteraria, una memoria  sofferta e bruciante, la comunità di San Patrignano è il tema centrale ma c’è il tema di una adolescenza disperata e la ricerca di un assoluto di autotrascendenza, “ l’essere umano porta con sé dalla nascita un impulso irresistibile a uscire da sé, a trascendersi appunto, Sente l’Io come un vestito stretto, un impedimento “

“Il tossicomane che vuole morire è una immagine buona per i giornali e televisioni perché nessun uomo forse nemmeno il suicida, vuole la morte. Essendo mortali, la morte non è questione di volerla quanto semmai , di accettarla, di riconoscerla come destino. Il tossicomane non vuole la morte e muore proprio per questo. Perché non sa accettarla”.

 C’è l’opera di un uomo, Vincenzo Muccioli, degenerata con l’espansione incontrollata della comunità. Tutto scandito da una scrittura inedita nella letteratura sulle tossicodipendenze, capace di saldare testimonianza e riflessione disperazione individuale e disagio di civiltà.

Non c’è stata una evoluzione al contrasto del fenomeno in quanto non c’è stata comprensione, siamo ancora ai parametri degli anni ottanta, alla droga figlia del disagio sociale e dei traumi famigliari. Oggi è diventata compatibile con una vita sociale d i suoi stili e questo forse la rende più pericolosa e subdola.

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