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Rimini. Maggioranza in tilt su una delibera. Le minoranze chiedono le dimissioni del presidente del consiglio

Ieri sera si è svolto il consiglio comunale di Rimini. Una seduta di normale amministrazione con all’ordine del giorno una solo delibera di rilevanza politica. Si trattava della vendita da parte di Rimini Holding delle azioni libere di Hera. La maggioranza su questa delibera non ha avuto nessun problema ed ha proceduto all’approvazione con 17 voti favorevoli, 6 astenuti e 4 contrari. “La vendita di questa parte di azioni, si legge in una nota del Comune, consentirà sia di dimezzare il mutuo residuo che la Holding ha verso Monte Paschi di Siena e di aggiungere risorse a copertura degli importanti investimenti previsti dal Comune di Rimini su tutto il territorio.”

I problemi sono sorti sulle modifiche statutarie e la convenzione quadro per l’esercizio del controllo di Lepida. Lepida è la società che si occupa dei piani nello sviluppo dell’ICT (Informazione Comunicazione Tecnologia) regionale in termini di progettazione, ricerca, sviluppo, sperimentazione e gestione di servizi e prodotti di ICT. E’ partecipata dai tutti i comuni della Regione, ed il socio di riferimento è la Regione Emilia Romagna.

Su questo punto Patto Civico ha dichiarato di voler votare contro. Un presa di posizione politica inaspettata ed anche immotivata agli occhi degli altri componenti la maggioranza. La bocciatura della delibera avrebbe provocato ripercussione sui servizi che Lepida fornisce al Comune di Rimini.

Per evitare questa eventualità la maggioranza ha cercato di convincere i consiglieri di Patto Civico a non votare contro la delibera. In ogni caso per scongiurare la bocciatura della delibera e permettere di discutere l’argomento in modo approfondito la maggioranza è uscita dall’aula per far cadere il numero legale. Tutto è rientrato dopo pochi minuti con Patto Civico che dichiara di passare dal voto contrario all’astensione. In questo modo la delibera di Lepida viene approvata con 14 favorevoli, 12 contrari, 1 astenuto.

Risolto il problema della delibera le minoranze ed in particolare il consigliere comunale Mario Erbetta intervengono per criticare il comportamento del Presidente del Consiglio comunale Sara Donati.  Secondo Erbetta il presidente Donati non doveva farsi sostituire alla presidenza dal consigliere Zamagni nel momento in cui si discuteva della delibera di Lepida.

In questo modo sostiene l’ex consigliere di Patto Civico si è risposto agli “ordini di scuderia” del Pd. Per questa ragione “tutta la minoranza unità chiederà un consiglio tematico per sfiduciare il presidente”

Sulla stessa linea il capogruppo della Lega Marzio Pecci. “E’ un Presidente che non ha più la fiducia del gruppo della Lega e delle altre forze di opposizione per cui il Capogruppo della Lega, Marzio Pecci, ha subito invitato il Capogruppo del Pd, Enrico Piccari, di sostituirla perché il comportamento sleale e scorretto, tenuto in violazione delle più elementari regole democratiche, costituisce lo “stupro” del regolamento dei lavori del Consiglio comunale ed un grave insulto ai cittadini ed alle forze politiche che siedono in Consiglio”

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