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Rimini, Erbetta: “Il progetto del nuovo mercato coperto sia condiviso”

Da tempo evidenzio una certa fretta di questa amministrazione – scrive in una nota il candidato Sindaco Mio Erbetta – di chiudere partite importanti prima delle elezioni. L’abbiamo visto con la Novarese e il bando di gara che scade i primi di ottobre a ridosso del Voto e lo stiamo vedendo con il progetto del mercato coperto. 

Gira voce che nonostante il Consiglio Comunale possa essere convocato e deliberare solo per atti urgenti, il nostro Sindaco con la valigia voglia far votare ai consiglieri a settembre, a pochi giorni dal voto, la delibera relativa che tutto ha tranne i caratteri di urgenza e cioè la caratteristica di dover procedere velocemente per non arrecare danno economico al Comune o ai privati. 

Il ritardo di approvazione di qualche mese di questa delibera, di fatto, non provoca alcun danno – prosegue la nota del candidato di Rinascita Civica –  a nessuna delle parti, eppure forzando un’interpretazione normativa si vuole far assumere la responsabilità ai consiglieri di maggioranza, nell’ultimo Consiglio Comunale del loro mandato, di approvare una delibera che verrà sicuramente impugnata al Tar e che li esporrà ad una responsabilità erariale. 

Questa delibera sui futuri 50 anni del nuovo mercato coperto ha bisogno necessariamente di una condivisione con il consorzio degli operatori del Mercato Coperto e della Conad. 

I punti critici sono tanti ma la cosa più deleteria e che si rischia di snaturare con il progetto Renco l’essenza del mercato e questo perché lieviteranno i prezzi degli affitti degli operatori con aumenti dal 50 al 70% (da 306 euro a mq annui a 513) e questo aumento dei canoni porterà ad un rincaro dei prezzi dei beni venduti (pesce, verdura, pane, carne) eliminando di fatto la caratteristica del mercato centrale di avere prezzi più competitivi con buona qualità. 

Quanti di questi piccoli operatori riusciranno a sopravvivere a questi canoni quasi raddoppiati? 

Pochi, al punto che nella delibera è previsto – prosegue Mario Erbetta – che in caso di abbandono di alcuni operatori il mercato che si edificherà calerà a 1000 mq contro i 1500 mq previsti. 

Inoltre non si capisce bene perché il Comune dovrà dare di fatto a fondo perduto 2,5 milioni per poi avere l’utilizzo di alcuni uffici, come non si capisce perché nei due anni che serviranno per la costruzione il mercato debba essere spostato nell’area del Settebello e non nel piazzale Gramsci cosa che aiuterebbe a sopravvivere i negozi di via Castelfidardo e di Via Michele Rosa e limitrofi che in caso contrario sarebbero costretti a chiudere. 

Non si comprende neppure perchè poi nella fase transitoria gli operatori che già dovranno sopportare delle spese per il trasferimento in andata e ritorno nella sede provvisoria, paghino da subito i canoni aumentati quasi del 70%. 

Insomma non possiamo permetterci un’altra cattedrale nel deserto e gli errori di progettazione fatti con il parco del mare. C’è bisogno di un tavolo dove tutti, Renco, Consorzio Operatori, Conad e Comune condividano le scelte operative e i costi oltre che la visione del nuovo mercato, ma per realizzare questo tavolo non basta il mese che ci rimane prima delle elezioni. 

Penso che la correttezza istituzionale, come avvenuto in passato, imponga all’amministrazione uscente di lasciare alla prossima Giunta – scrive ancora Mario Erbetta – di ragionare meglio sul progetto apportando anche le modifiche del caso; a questo proposito mi sento in dovere, per mantenere le caratteristiche del mercato e non far fuggire gli operatori, di dilazionare gli aumenti dei canoni prevedendoli solo quando sarà operativa la sede definitiva e a Step: aumento del 20% del canone il primo anno (dando la possibilità agli operatori di ammortizzare le spese di trasferimento e dei nuovi stand) per salire in 4 anni all’aumento determinato e richiesto da Renco. La società Renco ammortizzerà il suo investimento magari in 15/18 anni ma salveremo tutti gli operatori da un’eventuale chiusura, salvaguardando la caratteristica unica del nostro Mercato Coperto. 

Invito pertanto il Sindaco uscente e tutti i consiglieri di maggioranza a desistere – conclude Mario Erbetta –  dal voler forzare la mano e portare la delibera nell’ultimo Consiglio Comunale utile perché oltre ad essere scorretto politicamente ed eticamente avrebbe come unico sbocco un contenzioso giudiziario che oltre a bloccare l’opera per molti anni esporrebbe i consiglieri di maggioranza a risarcimento per danni erariali”.

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