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Rimini: martedì alle ACLI il corso di primo soccorso per badanti

La figura di caregiver o assistente domiciliare, più noto come badante, è molto diffusa nel nostro territorio. Si tratta in massima parte di donne provenienti dai paesi dell’Europa dell’Est che operano in casa di una persona (anziana e/o disabile) per rivolgerle un servizio personalizzato di cura, compagnia e sorveglianza, così come è stato definito con la sua famiglia e, qualora possibile, anche con la stessa persona assistita.

Tali lavoratori e lavoratrici aiutano le persone non autosufficienti o parzialmente autosufficienti a soddisfare i bisogni primari e a svolgere le attività della vita quotidiana (come alzarsi, lavarsi, vestirsi, mangiare…), confortandole con la propria presenza.

Dal 2009 alle Acli di Rimini è attivo uno Sportello che favorisce l’incontro tra le famiglie che sono alla ricerca di assistenti domiciliari, e le persone che cercano una collocazione lavorativa come colf e badanti e che vengono così informate in merito alle opportunità offerte dal territorio in risposta ai diversi bisogni. Lo sportello è attivato in un’ottica di puro servizio e senza scopi di lucro.

Le famiglie interessate e le persone disponibili a offrirsi come colf e badanti possono rivolgersi alle Acli di Rimini, in via Circonvallazione Occidentale, il martedì mattina – ore 9.30-12.30 – senza necessità di fissare un appuntamento. 

Info: 0541 784193

 

Per meglio assolvere il ruolo di assistente domiciliare, fondamentale per il benessere della persona assistita e dello stesso lavoratore/lavoratrice, le ACLI di Rimini hanno promosso un progetto denominato “HELP FOR CAREGIVER” che prevede un corso di Primo soccorso, un laboratorio di lingua italiana e altri momenti di formazione rivolti ai/alle badanti stranieri. Il tutto realizzato con il finanziamento del 5×1000 Irpef 2017.

Il corso gratuito di Primo soccorso è composto da 4 incontri, in cui vi saranno anche delle esercitazioni pratiche. Un medico garantirà la qualità della formazione e il rilascio di un attestato riconosciuto. Durante le lezioni sarà spiegato come chiamare il 118 in caso di necessità, specificando le modalità di comunicazione, la sicurezza della scena e la prevenzione dei problemi, laddove possibile. Altri temi trattati: gestione della difficoltà respiratoria, asma, edema polmonare, infarto, malori, convulsioni, traumi, ferite, ustioni, patologie da caldo e freddo, intossicazioni, folgorazioni ecc. Saranno inoltre forniti rudimenti di rianimazione cardiopolmonare, manovre di disostruzione delle vie respiratorie anche nelle persone allettate, posizione laterale di sicurezza, cenno sull’utilizzo del defibrillatore.

Destinatari del corso 10/15 lavoratrici/ori stranieri che hanno preso parte ai colloqui dello sportello.

Il corso inizia il 3 marzo. 

Info: 0541 784193

 

Sono circa 300 le donne che ogni anno si rivolgono allo sportello in cerca di aiuto per trovare un’occupazione. La provenienza geografica delle lavoratrici presenti sul territorio riminese mostra un’alta percentuale di donne che provengono dell’Est Europa, cittadine ucraine, romene, moldave e russe, sono anche quelle più disponibili alla coabitazione con l’assistito.

Si evidenzia un incremento di candidature da parte di donne italiane, segno della crisi ma anche di un lavoro che si sta qualificando. La presenza di sud-americane invece è decisamente limitata, quasi completamente assenti sono le africane e le asiatiche.

Lo sportello prevede tre fasi operative:

– Uno o più colloqui per verificare l’esistenza dei requisiti necessari (permesso di soggiorno se cittadine straniere, conoscenza della lingua italiana parlata e scritta, formazione teorica / pratica) inserendo nell’elenco delle assistenti familiari soltanto le persone che superano il colloquio con l’operatore dello sportello.

– Servizio alle famiglie: articolato colloquio di analisi sulle reali condizioni della persona da assistere e della famiglia, con successiva possibilità di visionare alcuni profili delle iscritte nell’elenco delle assistenti famigliari selezionate sulla base dei bisogni indicati.

– Scambio di contatti tra le famiglie e le lavoratrici in cerca disoccupazione. Da quel momento lo sportello conclude il suo percorso e le due parti si incontrano e definiscono in autonomia gli eventuali termini di un accordo.

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