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Rimini, Mirco Muratori: “Diffidenza del PD nei confronti delle forze civiche”

C’è qualcosa che non torna”, scrive Mirco Muratori di Patto Civico e Vice-Presidente della Provincia di Rimini.

C’è un percorso comune – prosegue l’esponente politico del civismo riminese – che ogni volta viene messo in discussione dai problemi interni del PD e in particolare dall’evidente diffidenza nei confronti delle forze civiche e degli altri partiti da parte del suo segretario comunale. Ancora una volta constatiamo un salto carpiato all’indietro alla vigilia di un appuntamento fissato. Noi siamo responsabili e andiamo avanti nella idea di futuro della città che non può prescindere dallo straordinario lavoro svolto negli ultimi anni. Se Rimini si trova nella condizione di poter vincere domani le sfide difficili che si pongono di fronte, lo deve per molti aspetti alla rivoluzione fatta sino a oggi, della quale ci sentiamo attori protagonisti e questo teniamo a sottolinearlo e a rivendicarlo con forza. Smentendo  – continua Mirco Muratori – e non accettando le parole di chi, solo pochi mesi fa, pretendeva discontinuità con l’attuale amministrazione o nei fatti non riconosceva il percorso di coalizione a partire  dalle forze in campo a rimini  e aperto ad altre, intimando che le alleanze erano altre e comunque dettate da un partito. Noi, invece, dobbiamo e vogliamo continuare questo processo di cambiamento di consolidamento e allargamento della coalizione; un percorso che ha visto negli ultimi 5 anni una spinta propulsiva senza precedenti, chiamando a interpretarlo le figure che  vivono quotidianamente, giorno per giorno in prima persona la città e che qui sono stati protagonisti anche in diversi ruoli; persone dentro Rimini, la sua società, le sue imprese, il volontariato la cultura, lo sport. Un processo e le persone poi  che soprattutto considerano il civismo un valore primario, su cui investire. In questo senso non si può dimenticare il contributo anche del piano strategico è stato questo. Oggi quindi tutti siamo chiamati misurarci con un quadro che cambia che ha bisogno di nuova spinta e apertura . Ma sapendo che se il paese e la politica è andata in cortocircuito e ha avuto una crisi di sistema , Rimini ha voluto saputo e tenuto duro sul cambiamento anticipando quello che il paese ancora una volta nuovo sarà chiamato a fare con draghi. Non si possono anteporre statuti di partito  – qualsiasi esso sia – all’interesse di Rimini e dei riminesi. Francamente i conigli dal cilindro, tirati fuori magari per difficoltà interne evidenti, sono quanto di più lontano da un discorso serio, programmatico,  fondato su ciò che serve a Rimini. La discussione – conclude il vice presidente della Provincia – sul candidato non è e non deve essere uno scontro tra fazioni o tifoserie,  ma su quale visione si ha di Rimini per i prossimi anni. Il candidato sindaco deve essere l’espressione diretta di tutti quei concetti che abbiamo più volte esposto, il candidato giusto, non quello mediato interamente magari dentro un partito, che però è lontano dalla società. Confidiamo si riesca a fare questo tipo di ragionamento anche con il PD, come peraltro è stato fatto in modo positivo con Bonaccini per le regionali  e nel rapporto territoriale in questi anni nella città con tante persone e iscritti di partiti di tradizione come il Pd stesso al tavolo di domani sera. Se così  sarà non sarà difficile trovare il candidato unitario, evitando le primarie, che peraltro che in questo momento servirebbero solo forse a dividere ulteriormente. Facciamo in modo che non siano altri a non sedersi per la paura di continuare il cambiamento”.

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