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Rimini, prorogata al 31 agosto la mostra “Il ritrovato ritratto di Alessandro Tassoni”

Prosegue al Museo della Città di Rimini sino al 31 agosto la mostra Il ritrovato ritratto di Alessandro Tassoni dipinto da Simone Cantarini, a cura di Massimo Pulini. 

Per chi non fosse riuscito ancora a vedere il ritratto del celebre scrittore autore della Secchia Rapita, un’occasione per osservare da vicino un capolavoro dell’artista pesarese e le edizioni a stampa del poema tragico-comico del 1622.

La mostra, costituisce il secondo capitolo di Unicum/ Racconti al Museo, il progetto espositivo a cura di Massimo Pulini che propone al pubblico del Museo della città un inedito percorso nell’arte antica, attraverso tre gioielli di altrettanti Maestri del Seicento. Dopo la mostra dedicata alla Madonna col bambino per la corte d’Inghilterra di Benedetto Gennari, lo spazio della Manica Lunga accoglie fino al 31 agosto Il ritrovato ritratto di Alessandro Tassoni, dipinto firmato da Simone Cantarini (1612-1648), uno dei più apprezzati e originali allievi di Guido Reni.

 

Cantarini e il ritratto ritrovato 

Simone Cantarini detto Simone il Pesarese fu allievo irrequieto e ribelle di Guido Reni, nume tutelare della pittura bolognese e uno dei massimi esponenti del classicismo seicentesco. Ma Cantarini possedeva un irrefrenabile talento che rivelò in riconosciute qualità interpretative sia che si rivolgesse ai grandi temi religiosi sia che si dedicasse alla ritrattistica. Cantarini fu il migliore allievo del Reni e l’unico pittore della sua cerchia capace di formulare uno stile fortemente personale: i primi influssi artistici gli provengono dalla cultura tardomanierista marchigiana, ma è il suo ricco pittoricismo, i colori lievemente graduati e le inflessioni nuove nelle pose delle figure che contribuirono ad introdurre a Bologna la pittura più delicata ed intimistica degli ultimi decenni del Seicento.

Nei ritratti Simone il Pesarese si espresse con opere intense e importanti. Per citarne alcune Coppia di anziani, comparsa in una asta newyorkese nel 2006  eora di proprietà della Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna), il ritratto di Eleonora Albani Tomasi (della Banca popolare dell’Adriatico) e non ultimo il Ritratto del maestro Guido Reni (Pinacoteca Nazionale di Bologna). “Ora – scrive Massimo Puliniil riemergere di un Ritratto di anziano poeta che portava una attribuzione mai pubblicata a Guido Reni e una identificazione del soggetto nel letterato modenese Alessandro Tassoni, permette di aggiungere qualche riflessione sullo specifico impegno ritrattistico di Simone Cantarini”. Il dipinto, secondo lo studioso, è ascrivibile per stile e modi, “ai primi tempi della sua permanenza entro la bottega del grande maestro bolognese”. Il Ritratto del Tassoni non a caso è per Pulini il più reniano tra quelli che di Cantarini si sono recuperati alla conoscenza. Era consuetudine, infatti, la pratica di una ridistribuzione nella bottega del Reni di commesse e partiture pittoriche quando non era possibile assolverle direttamente da parte del maestro, affidandole agli allievi.

Il ritratto era già conosciuto nell’ambito degli studi storico-letterari a partire dal 1935, per essere stato esposto e commentato da Adamo Pedrazzi nella sua “Iconografia Tassoniana”. Riprodotto in seguito da diversi altri studiosi, se ne erano poi perse le tracce fino a questa fortunata riscoperta. Il viso frontale, il languido vibrato pittorico dello sguardo, così come la maniera di lumeggiare e di chiaroscurare sembrano venire da quella cultura baroccesca che l’artista assorbì nella prima metà del Seicento. Si può inoltre confermare l’identificazione del soggetto nel famoso autore de La secchia rapita, Alessandro Tassoni (Modena 1565 – 1635), qui fregiato con una corona di edera.

Il Museo della Città possiede un’importante opera del Cantarini, San Giacomo in gloria, del 1640, stendardo della omonima chiesa, dalla luminosità ‘celestiale’ e fortemente accordata sull’idealismo reniano.

 

Il progetto Unicum  

Il progetto Unicum deve il nome alla scelta di esporre una singola inedita opera nella Manica Lunga al primo Piano del Museo, spazio ‘scenico’ allestito dallo Studio d’architettura Cumo Mori Roversi nel 2020 per l’esposizione della Madonna Diotallevi di Raffaello. Il sottotitolo è Racconti al Museo, poiché i quadri proposti dalla rassegna innescano narrazioni storiche e artistiche e biografiche di particolare interesse e curiosità. Il loro potenziale narrativo, per il quale sono state scelte, ha la capacità di fecondare e arricchire la realtà museale riminese in un dialogo aperto con le altre opere esposte e con i percorsi legati in modo particolare al Seicento, che trova risonanza anche negli itinerari urbani.

Dopo l’esposizione della Madonna col bambino per la corte d’Inghilterra di Benedetto Gennari (chiusa il 13 giugno) e la mostra de Il ritrovato ritratto di Alessandro Tassoni di Simone Cantarini, la rassegna si chiuderà con Guido Reni (1575-1642) e il suo Paesaggio con Amorini in gioco (dal 10 settembre al 31 ottobre)

 

Orario di apertura 

dal martedì alla domenica dalle 10 alle 19.

Informazioni, visite guidate e prenotazioni: 

0541 793851; 

www.museicomunalirimini.it

https://www.ticketlandia.com/m/musei-rimini.

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