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Rimini, Nas sequestrano tamponi al gazebo de Le Befane: ipotesi di truffa e corruzione

Un gazebo per i tamponi rapidi allestito nel centro commerciale di Rimini Le Befane, tra i più grandi della Romagna è stato perquisito ieri pomeriggio dai Carabinieri Nas di Bologna e i kit per i test Covid sono stati sequestrati. Pesanti i reati contestati dalla Procura: truffa e tentata istigazione alla corruzione ipotesi da verifica durante le indagini ma il sospetto degli inquirenti è che i tamponi venissero somministrati senza l’autorizzazione amministrativa e che gli utenti venissero ingannati sul rilascio del Green Pass.

Inoltre Inoltre, sempre secondo l’ipotesi fatta dagli inquirenti, la società avrebbe proposto un compenso a un medico di base per inserire nel portale nazionale i dati relativi ai test rapidi così che avrebbero prodotto il certificato verde. per le persone che si sottoponevano a tampone.

Il gazebo in questione era stato allestito settimane fa nel più grande centro commerciale del capoluogo romagnolo con l’obiettivo di fornire il servizio di test ai clienti e in forma gratuita ai dipendenti del supermercato Conad che ha sede nei suoi locali. Il gazebo è gestito dalla società milanese Helpcodelife  – difesa dagli avvocati Marco Bosco e Thomas Coppola – che questa estate aveva già gestito diversi punti per i test rapidi anche ad Aquafan. Lo scorso 13 ottobre il direttore de “Le Befane” aveva commentato così l’avvio del servizio per i tamponi. Siamo stati contattati da una realtà che si occupa di fare tamponi e che in estate è stata attiva anche sul territorio della provincia. Al fine di dare un servizio utile alla comunità, in considerazione che il tampone serve tanto ai vaccinati – magari per affrontare un viaggio – che ai non vaccinati – per esempio per lavorare, etc. – abbiamo dato disponibilità di farlo. Rispetto al mercato, il prezzo sarà un po’ calmierato”.

Gli avvocati Bosco e Coppola hanno spiegato che «La Helpcodelife esegue tamponi con test di ultima generazione. Le operazioni venivano eseguite da infermieri autorizzati e un medico abilitato avviava il procedimento per il rilascio del Green pass. Si tratta inoltre di una società con tutti i requisiti professionali e aziendali già autorizzata dalla Regione Lombardia. Infine si sono avvalsi di un protocollo di coordinamento con con il Pronto Soccorso dell’Ospedale Rimini in caso di positivi al Covid. Adesso attendiamo gli sviluppi, ma da un punto di vista difensivo non c’è alcun abuso nel praticare un prezzo `sociale´ per aiuto a chi sta cercando di superare la difficoltà Covid».

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